giovedì 4 luglio 2013

Coaching: non puoi non specializzarti

So che questo post tocca un tasto dolente ma ciò che sto per dirti è una verità fondamentale per iniziare a vivere di coaching.

Ciò di cui parlo è letteralmente la spina dorsale del lavoro che faccio con gli aspiranti coach fin da quando esiste questo blog (e anche se adesso ne parlano in molti, nel 2009 sono stato uno dei primi a pensare a questi concetti adattandoli specificatamente al coaching).

Sto per dirti qual è l'errore in assoluto più pericoloso che puoi commettere se vuoi diventare un coach professionista ed essere uno dei pochissimi privilegiati che vive DAVVERO di questo lavoro (pochi ci vivono e quasi tutti gli altri sono più che altro imprenditori e internet marketer).

L'errore è questo:

Rimandare il momento in cui ti "specializzerai".

Non sto parlando di life, business, executive e le varie categorie di cui spesso si sente parlare.

Queste tipologie di coach sono specifiche rispetto ad un'area mentre tu devi essere specifico rispetto a un problema.

Te lo ripeto: devi essere specifico rispetto ad un problema, non ad un'area.

ATTENZIONE: se l'idea di specializzarti genera in te un qualsiasi tipo di 
emozione negativa, abbiamo un problema da risolvere.

Pensaci un istante.

Se vuoi vivere di coaching devi essere "riconoscibile" e se vuoi essere "riconoscibile" deve essere facile per i tuoi potenziali clienti associarti a colui che ha in mano la soluzione al loro annoso problema.

Prova per un istante a metterti nei loro panni.

Immaginiamo che tu abbia un problema ad un muscolo oculare (se vuoi tocca ferro :) ), da chi andresti?

Dal medico della mutua, dall'oculista o dall'oculista specializzato in muscoli oculari?

Nel nostro settore non è diverso.

Forse non ci hai mai pensato ma NON puoi entrare nello stesso mercato dei coach più famosi e di conseguenza, anche se ti piace tanto, almeno inizialmente NON puoi occuparti di crescita personale in generale.

Il tuo messaggio deve essere molto più semplice ed efficace da veicolare.

La maggior parte dei "prima o poi farò il coach" che conosco, invece, anche se razionalmente comprendono l'importanza di questa semplice strategia, non riescono ad accettare emotivamente  l'idea di specializzarsi e di ridurre il proprio mercato perché, letteralmente, gli sembra di allontanarsi da chi vorrebbero essere: in qualche modo gli sembra di limitarsi.

Se è il tuo caso ti invito a fare un salto su www.esprimitestesso.com per iniziare a lavorare su chi sei e sulla tua unicità, liberandoti di ideali potrebbero non rappresentarti davvero.

In ogni caso, inizia subito a lavorare su una strategia di posizionamento efficace, obbligatoriamente SPECIFICA PER I COACH NOVIZI: è la conditio si ne qua non per iniziare a fare questo lavoro senza farsi davvero male.

Approfondiremo in futuro: stay tuned!


Un abbraccio, Marco.



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