giovedì 26 aprile 2012

Coaching e partnership: ancora qualche idea

Se cerchi collaborazioni o partnership questa newsletter può interessarti.

Nell'ultimo periodo mi sono accorto di uno schema tipico che la maggior parte dei coach applica quando vuole trovare, senza esporsi a rischi, nuovi clienti, guadagnare, acquisire visibilità o porre le basi della propria attività: cerca qualcuno su cui appoggiarsi presentandosi come "pari".

"Potremmo collaborare e tenere alcuni corsi insieme! Ricontattami!".

Va bene, domandare è lecito e rispondere è cortesia ma, spesso i novizi non tengono minimamente conto del fatto che il valore che tornerebbe loro indietro è, quasi sempre, molto superiore rispetto a quello che  possono apportare al coach col quale vorrebbero instaurare una partnership.

Quando vuoi collaborare con qualcuno devi seguire delle regole! Vuoi sapere quali sono?

1. Sii chiaro e non girare intorno alle tue vere intenzioni con lodi e moine o parlando m,di un qualche  progetto segreto" di cui puoi parlare solo in altra sede. Quando un professionista nota questo schema fugge
perché pensa: "E quale vantaggio avresti per me? Allora tanto vale che mi chiedi di prenderti sotto la mia ala".

2. Metti in luce il valore che puoi apportare al coach o all'azienda con la quale vorresti collaborare (vantaggi economici, in termini di visibilità, ecc.). Devi avere già un'idea ben strutturata, non chiedere all'altro di strutturarla insieme a te (soprattutto se nemmeno ti conosce e ti presenti per e-mail).

3. Fai in modo che il tuo potenziale collaboratore debba lavorare il meno possibile.

4. Fai in modo che il risultato della tua proposta non danneggi il suo attuale business.

5. Proponigli qualcosa che lo lasci libero di esprimersi e di utilizzare il suo metodo di lavoro.

Come avrai capito, semplicemente, non puoi entrare nel mercato della consulenza appiccicandoti a qualcun altro che è più avanti di te ed al quale non porti vantaggi (a meno di essere un suo dipendente o coachee).

In questo caso, l'unica soluzione è investire tempo e/o denaro per imparare a camminare con le tue gambe.

Dipendiamo sempre dagli altri... ma in questo caso lo schema tutto italiano del  "mi passi i compiti" è da evitare.

Prova a pensarci.

Marco De Filippo.
www.viveredicoaching.com

Marco De Filippo







venerdì 13 aprile 2012

Uno scuola autentica

Esistono tantissime tipologie di coaching, ma vorrei proporti una classificazione non esaustiva che strizza l'occhio a uno dei miei miti, Clare Graves.

Il coach "esecutore".

I suoi leitmotiv sono:

"guadagnare di più";
"guadagnare con internet";
"diventare ricco";
"essere il migliore";
"essere più bravo, più alto, più bello"...;

Questa tipologia di coach è attratto dalla psicologia come strumento per primeggiare sugli altri e, spesso, afferma che occorre solo "credere in se stessi". 

La mitologia tipica è quella del guerriero, del self made man, l'uomo che si è fatto da solo.

Contraddizioni tipiche?

Quasi mai è soddisfatto. Spesso finge di essere quello che non è; quasi tutta la motivazione che lo sprona ad agire è, per dirla in termini PNL, "via da". Pensa di non "bastare" così come è, e crede che prima o poi, a forza di migliorarsi, starà bene mentre, in realtà, gli sembra che manchi sempre un "pezzo".

Il tipico corso in cui lo trovi?

Quello dove ti insegnano il pensiero positivo, i corsi di "motivazione", sul forex e di PNL "tecnica" (ossia quella che ti insegna che, qualsiasi cosa capiti, devi fare l'esercizietto delle "submodalità" o applicare il "metamodello"... a  cavolo). Della serie "noi siamo i migliori, voi non siete nessuno".

Il coach "comunitario"

I suoi leitmotiv sono:

"vincere il proprio ego"
"affidarsi all'amore universale"
"vogliamoci bene"
"tutto è energia"

é attratto dalla psiche come strumento per  aiutare gli altri e cambiare il mondo.

La mitologia tipica è quella del Budda, del "guerriero di luce", del santo, dell'uomo che trascende se stesso e
del guaritore.

Contraddizioni tipiche?

Quasi mai è in grado di essere o fare ciò che professa e, prima o poi, impara che il mondo non si cambia così...

...e che fare coaching per aiutare gli altri... non è di aiuto agli altri.

Il tipico corso in cui lo trovi?

Quello dove insegnano a purificare i chakra, mentre l'energia kundalini discende e si risveglia la "coscienza 
cristica" (o cose di questo tipo, insomma) ma anche corsi di EFT e pratiche di medicina energetica o autoguarigione.

Personalmente sono stato sia l'uno che l'altro tipo di coach.

Qualche anno fa le cose sono cambiate e chi faceva ancora parte di uno di questi due gruppi pensava che fossi "impazzito" :)

L'intero sito vivere di coaching è organizzato intorno ad idee completamente diverse...

Chi sei?

Cos'è che mentre lo fai ti fa sentire
vivo?

Come puoi accettare totalmente chi
sei (l'idea di miglioramento personale,
da sola, genera l'effetto opposto)?

Come puoi funzionare al meglio proprio
perché sei te stesso?

"Cosa vuoi" che rifletta puramente chi sei,
libero da stereotipi?

Qual è il tuo talento?

Quale eredità vuoi lasciare?

Come puoi vivere in relazione alle
altre persone, rimanendo te stesso al 100%?

Quale stile di vita ti consente di essere così
e come puoi generarlo?

Soprattutto, come puoi superare le idee TENSIVE dei paradigmi precedenti (come: "voglio essere il  migliore" o "il mondo così com'è non va bene e va cambiato")?

Questo paradigma si chiama "autentico" ed è  questo quello che offro.

Se stai ancora cercando il "denaro, successo e potere" o se stai cercando "amore, consapevolezza e amicizia" mi dispiace, io offro solo la possibilità di allineare "chi sei" e "cosa fai" per ottenere quello che vuoi, con la profonda consapevolezza di vivere la vita perfetta per te.

E spesso, denaro, successo o amore sono effetti collaterali di questo modo di essere.

Un abbraccio da Marco.


Marco De Filippo








lunedì 2 aprile 2012

Coaching, clienti e startup

Ciao;

ieri mi ha contattato via e-mail un collega disperato: non riesce a fatturare quanto dovrebbe ed il suo commercialista l'ha messo in guardia sui possibili rischi a cui sta andando incontro.

Moltissimi marketer ci motivano a credere nei nostri progetti, nei nostri sogni, e ci fanno credere che guadagnare con le nostre passioni sia facile e alla portata di tutti.

Probabilmente se lo facessi anch'io venderei il doppio. Ma non posso mentirti, la verità è che:

1. la maggior delle persone NON sono preparate e non sanno come strutturare un progetto che
funzioni e, senza un aiuto, iniziano male... o non iniziano proprio.

2. sapere come funziona adwords, facebook e un po' di PNL, è quasi del tutto inutile.

3. il 99% delle persone che mi contatta ha impostato male il sito, il marketing, il proprio branding ecc.
In alcuni casi mi devo mettere le mani nei capelli (e loro sono convinti di aver fatto le scelte giuste!!
Se lavori da più di un anno e non guadagni probabilmente NON le hai fatte). Non ci sono segreti, quando ti dirò dove stai sbagliano penserai "come ho fatto a non arrivarci da solo"?

4. l'80% delle aziende fallisce entro il terzo anno di attività.

5. fra poco, con il nuovo redditometro se fatturerai meno di 15-18.000 euro in un anno, non sarai in regola.

Allo stesso tempo, se abbandoni il tuo sogno, il tuo progetto o la tua vocazione, vivrai di rimpianti. Per me, è un'idea inconcepibile.

Proprio per questo sto preparando un nuovo progetto che si chiamerà "Coaching start up" ed include:

1 ore di consulenza al mese per 6 mesi, via skype, così suddivise:

1 o 2 ore: verifica impietosa sulla fattibilità del tuo progetto. Se non regge ti sconsiglierò di iniziare. In alternativa potremmo strutturarne uno a partire da "chi sei" (anche se credi di non avere sufficiente  ompetenza... che è quasi sempre l'effetto collaterale dell'essere partiti da un metodo invece che da se stessi).

1 o 2 ore: predisporre i passi da seguire e sapere in anticipo quali saranno le spese da sostenere
(e come aggirare le eventuali problematiche economiche).

1 o 2 ore: come strutturare la comunicazione e quali strumenti di marketing utilizzare (senza farla troppo facile...).

1 o 2 ore: come iniziare il tutto e monitorare i risultati sapendo sempre cosa fare, momento per momento.

Possibilità di contattarmi via e-mail per tutta la durata di "coaching start up".

L'audiocorso "vivere di coaching", 5 ore di registrazione dal valore commerciale di 197 euro

L'ebook in anteprima "professione coach", 150 pagine dal valore commerciale di 47 euro.

L'audiocorso "crea relazioni", dal valore commerciale di 47 euro.

Tutto questo per garantirti un risultato positivo con il minor rischio d'impresa possibile.

Non ho nemmeno creato una landing page perché penso che non sia necessario spiegarti quali siano i vantaggi di questa proposta.

Forse lo farò, ma non ora.

Per saperne di più iscriviti alla mailing list (trovi il modulo qui a lato!).


Marco De Filippo