mercoledì 15 febbraio 2012

Perché non trovo clienti?

Nel campo del coaching, training, consulenza o formazione, domandarsi il perché non si riesca a trovare abbastanza clienti per vivere con la propria passione, all'inizio, è abbastanza naturale. 

Allo stesso tempo, senza esperienza, non è così facile trovare una risposta valida, proprio perché non si conoscono tutti i risvolti che, la domanda in questione, implica. 

La buona notizia è che la soluzione esiste.

Se sai dove guardare, se hai il coraggio di chiedere aiuto o di impegnarti nella pratica e nello studio, alla fine, scoprirai che la risposta alla domanda: "perché non trovo clienti"  è, in realtà, incredibilmente semplice. 

L'arte di acquisire clienti, non diversamente da qualsiasi altra attività tu voglia apprendere, s'impara attraverso il giusto atteggiamento, la conoscenza e, infine, l'esperienza.


  • L'atteggiamento e la conoscenza si possono apprendere molto velocemente attraverso la relazione con chi è più esperto di noi.
  • L'esperienza, invece, è un effetto collaterale dell'azione e della conoscenza (è necessario che tu comprenda perché hai avuto successo, o meno). 

Atteggiamento, conoscenza ed esperienza, sono sempre e comunque il risultato dell'azione (ad esempio, iscriversi ad un corso quando si potrebbe starsene comodamente a casa propria).

L'azione, infine, è un effetto collaterale del desiderio e della modalità con la quale tentiamo di realizzarlo.

Se il tuo desiderio di trovare clienti e vivere con il lavoro che ami non è abbastanza forte, allora non posso fare nulla per te e ti consiglio di cambiare strada.

Se invece sei abbastanza motivato, ma sei ancora fermo (o ti sei fermato), ho scritto un post proprio per te: prova a dargli un'occhiata.

Ecco il link:

http://www.esprimitestesso.com/2012/02/procrastinare.html

Buona lettura.

Marco De Filippo





lunedì 6 febbraio 2012

Acquisire clienti, consulenza, ricambio.

In questo brevissimo post vorrei mostrarti perché, dal mio punto di vista, la consulenza nasconda una pericolosa trappola.

Immagina di avere 10 clienti che sono giunti alla porta del tuo studio attraverso il passaparola: non sono sufficienti a garantirti lo stile di vita che vuoi ma, tutto sommato, puoi viverci.

Immagina anche che le richieste di consulenza siano limitate a poche unità in un anno: il ricambio è, di fatto, piuttosto scarso.

Questa situazione, in particolare, nasconde delle insidie.

Lavorando 10 ore a settimana con i tuoi clienti diretti (e sono certo che questo ti richieda almeno 15 ore fra lavoro supplementare, spostamenti, una chiacchierata alla fine della sessione...), il tempo rimasto per il marketing di te stesso è piuttosto ridotto.

5 mesi dopo, alcuni tuoi clienti terminano il percorso di consulenza e il calo comincia a farsi sentire.

Per poter vivere di coaching non basta un certo numero di ore settimanali: occorre un ricambio, possibilmente automatizzato, di clienti.

Per generare questo ricambio dovrai lavorare prima di tutto come marketer oltre che come coach (perché in ogni caso, anche se lavorando bene, genererai passaparola positivo, quest'ultimo può essere comunque facilitato).

Se sei in questa situazione, ti prego di non sottovalutare queste idee o, come molti altri consulenti, prima o poi dovrai ripiegare su altre professioni.



Marco De Filippo




Corso di coaching

Lo ammetto:  sto pensando seriamente alla possibilità di aprire una mia scuola di life e business coaching.

Non è qualcosa che farò a breve, ma, come stai per scoprire, il mio know how è già disponibile.

Un corso di coaching, secondo me, dovrebbe toccare quattro tematiche approfondendole in modo piuttosto esaustivo; dovrebbe:

  1. insegnarti strategie, tattiche e tecniche del tuo settore, senza fossilizzarsi su un sistema.
  2. insegnarti a creare le tue strategie, tattiche e tecniche;
  3. insegnarti un modo di essere che ti consenta di operare sfruttando il pensiero laterale, obliquo...
  4. insegnarti come trovare clienti e come raggiungere la libertà economica (che è necessaria perché solo se il coach è sereno potrà aiutare veramente gli altri).
Insomma: deve essere all inclusive!

Forse inzialmente terrò solo un corso o alcuni corsi formativi per un ristrettissimo gruppo di persone.

Fino ad allora lavorerò privatamente come “mentore” e “supervisore” (sia dal punto di vista dell’acquisizione clienti che dal punto di vista della gestione e della consulenza al cliente), per chiunque voglia iniziare a lavorare come:

  1. life coach;
  2. business coach;
  3. altre forme di coaching;
  4. personal training.
L’investimento richiesto e la selezione saranno abbastanza importanti ma svilupperai tutte le conoscenze che ti servono senza dover partecipare ad una scuola, e lo potrai fare direttamente da casa tua, senza doverti spostare (non importa se sei di Roma, Bologna o Milano...).



Marco De Filippo





PS.

L’e-book professione coach è in arrivo!


mercoledì 1 febbraio 2012

Coaching strategico: perché lo utilizzo?

La definizione di coaching strategico presuppone la conoscenza del significato del lemma “strategia”.

La strategia è la descrizione di un piano d’azione volto al raggiungimento di un obiettivo a lungo termine.

Per sua natura la strategia non si occupa dei dettagli, ma di grandi pezzi d’informazione.

Ti faccio un esempio eloquente: lo sbarco in Normandia e il conseguente posizionamento delle truppe americane nella seconda guerra mondiale, fu una scelta strategica.

Come affrontare i tedeschi ad Omaha Beach aveva più a che vedere con la tattica, mentre l’equipaggiamento ed il suo utilizzo aveva più a che vedere con la tecnica.

Molte persone quando impostano un piano d’azione per il raggiungimento di un obiettivo a breve termine, si concentrano sulla tattica e sulla tecnica, cancellando le informazioni relative al piano d’azione globale e generando così degli scompensi.

Ti faccio un esempio.

Mi capita spessissimo di lavorare con persone che faticano sia ad identificare cosa vogliono, sia a vivere questo desiderio ad un livello emozionale (in modo che il desiderio stesso funga da carburante motivazionale), ed infine, a sottomettere le decisioni di ogni giorno (ad esempio, cercare un lavoro ) ad una direzione a lungo termine (ad esempio, mettere da parte il denaro per vivere di coaching).

Inoltre le decisioni che molte persone prendono in un’area della propria vita, scompensano quelle relative ad un’altra area.

Nel mentoring che svolgo con gli aspiranti coach professionisti, questi scompensi si verificano molto spesso ed infatti, secondo me, non puoi diventare coach senza un piano d'azione a lungo termine (e ne parlerò in "professione coach").

Ecco perché la chiarezza rappresenta, dal mio punto di vista, la conditio sine qua non per poter operare con efficacia: il mio coaching ed il mentoring lavorano moltissimo sulla strategia.

Limitarsi alle risoluzione di problemi immediati, senza una strategia che ne motivi la risoluzione stessa, non ha alcun senso.

Purtroppo invece, a volte, ci riscopriamo a fare degli sforzi inutili quando, in realtà, basterebbe cambiare la nostra posizione (spaziale, temporale, psicofisica...), per ottenere immediatamente maggiori risultati.

Il mio consiglio di oggi è proprio questo: semplificati la vita.

Se, metaforicamente, il luogo dove ti trovi non ti supporta, puoi sempre andare altrove.


Marco De Filippo