venerdì 30 settembre 2011

Idea 2: Diventare mediatore e conciliatore civile

Non è una vera e propria consulenza, coaching o formazione ma, trattandosi di una professione parzialmente affine, ho deciso di toccare comunque l'argomento: parlo del mediatore e conciliatore civile.

Semplificando:

Da qualche mese, allineandosi alle direttive europee, anche l'italia ha ufficializzato la figura del mediatore e conciliatore civile.

Cosa fa il mediatore? Media :)

Fondamentalmente si occupa di mettere d'accordo le controparti (prima che lo faccia il tribunale) trovando un'opzione che garantisca un vantaggio ad entrambe, aldilà del concetto, spesso vetusto del "se ho ragione io ha torto lui".

Per diventare mediatore ti serve:

Una qualsiasi laurea triennale (o più) o l'iscrizione a un'albo professionale, ed un corso di una cinquantina di ore da svolgere in due week end, con un piccolo esame finale.

Aldilà delle norme, delle leggi e dell'etica professionale, nel corso insegnano l'arte della negoziazione (credo stile Harward, quello che insegno ai miei clienti per gestire le diatribe lavorative, se ti interessa impararlo contattami qui: marco.dfl@tiscali.it).

Sebbene si tratti di una professione nuova e quindi la normativa potrebbe cambiare in futuro, per ora, esiste un organo competente il cui compito è proprio quello di assegnare ad ogni mediatore le cause che mano mano si presentano.

La mediazione è obbligatoria per tutte le cause civili fino a 5 milioni di euro, ma non in tutti i settori.

In definitiva, se ti piace negoziare, hai buone abilità dialettiche, vorresti che qualcuno si occupasse di trovarti i clienti ma sei pronto a prenderti la responsabilità del risultato, sai mantenere il silenzio e rispettare la privacy, puoi spendere 3-4000 euro, e hai già altre fonti di reddito (per ovvie ragioni), questo lavoro può fare al caso tuo.

Se invece vuoi iniziare a lavorare con le tue passioni e con una spesa di gran lunga inferiore, diventando coach, trainer o formatore... puoi seguirmi qui


Marco De Filippo











Info marketing

Info marketing significa "vendere conoscenza ed informazioni"... che migliorino la qualità della vita.

Un esempio? Crei un e-book su come vincere la paura dei Macachi :) e lo vendi online, in formato digitale, a chiunque desideri beneficiarne.

Così, guadagnando online in modo del tutto automatico, raggiungi la libertà economica.

Fine?

Magari! :)

Anni fa c'era una leggenda secondo cui sarebbe bastato scrivere un ebook su un qualsiasi argomento di nostra competenza per guadagnare migliaia di euro al mese (a proposito... ma perché gli autori non facevano mai i conti al netto delle tasse?).

Perché era una leggenda?

Perché, almeno oggi, non funziona così (a meno che non inizi a scrivere per i soliti noti, ma se fai da te, le cose stanno diversamente).

Oggi il livello di produttività che è richiesto, non è diverso da un qualsiasi altro lavoro, e non basta un solo prodotto, ma occorre relazionare prodotti e servizi in modo da generare un imbuto, una "scala del sì", grazia alla quale, a mano a mano che il tuo cliente ti conosce, inizia ad acquistare sempre più materiale, a partecipare ai tuoi corsi e, alla fine, investe nel tuo coaching.

Ecco un esempio di produttività , oggi devo:

1. Scrivere 3 post su 2 blog,
2. Finire un prodotto (registrare 20 minuti + almeno 1 o 2 ore di editing)
3. registrare del materiale gratuito (di circa 2 minuti)
4. scrivere una pagina di vendita per un prodotto
5. preparare la strategia di marketing per questo prodotto (creare un ebook, le e-mail, la strategia di attesa)
6. creare un video con camtasia da proporre su facebook come pagina di lead generation.

Immagina di dedicare 3-5 giorni a settimana a fare questo, e di farlo per 1, 2 o 10 anni... alternando tutto questo con le sedute di coaching, e un po' di burocrazia.

Questo è il vero info marketing (fai da te).

E tu, cosa devi fare oggi?
Un abbraccio, Marco De Filippo






lunedì 26 settembre 2011

Attrarre nuovi clienti? Questione di potere.

C'è tutta una branca del business che insegna ad attrarre clienti cambiando il modo di pensare. A me, come strategia, sembra piuttosto incompleta.

Personalmente, ho sempre cercato di volare con i piedi per terra.

Non è il pensiero a creare la nostra realtà... e spesso nemmeno le azioni bastano.

Prova ad immaginare:

hai un potenziale cliente davanti a te, ma non noti i suoi segnali, non sai cosa raccontargli, non sai come direzionare la conversazione, sei teso, magari gestisci le obiezioni come ti hanno insegnato in qualche corso, ma quando non funziona... vuoto dialettico: non hai l'estro creativo per gestire questo tipo di empasse.

Pensi che in queste condizioni riusciresti a concludere qualcosa?

Ciò che crea la nostra realtà si chiama POTERE, e uso questo termine nella sua accezione positiva.

Ed il potere trova la sua genesi nelle sensazioni che provi e nelle tue abilità, contemporaneamente.

Insegno in prima persona l'importanza del lavoro su se stessi, tuttavia mi riconosco molto nell'idea di Bruce Lee: ragione ed istinto devono combinarsi in armonia.

Che puoi leggere come:

"Se stai a casa a sognarli, hai meno probabilità di trovare clienti del tizio che va in lavanderia"

Quando scrivo un post come questo la mia più grande difficoltà è quella di far comprendere alle persone quali siano le abilità che devono sviluppare: non siamo abituati a portare l'attenzione ai dettagli.

Tempo fa ho completato il training m.e.t.t. 2 di Ekman, e oggi ci ripensavo: ho sempre fatto molta attenzione alla capacità di osservare, notare, memorizzare, testare e raggiungere obiettivi comunicativi.

E' un'abilità, una sensibilità che si può sviluppare e che parte da un modo di essere e diventa un modo di fare.

Per questo non ti suggerisco mai: "fai questo e troverai nuovi clienti".

Il lavoro che faccio fare è quasi teatrale, parte da dentro ed esplode all'esterno.

Se non hai i fondamentali, dovrai svilupparli, e questo è un passo precedente all'acquisizione clienti.

Io per te posso essere un acceleratore e posso insegnarti qualcosa che altrimenti impiegheresti molto più tempo ad imparare; oppure puoi farlo da solo.

In ogni caso, il punto non è come trovare un paio di clienti e poi ricominciare la ricerca ma:

"come posso trovare clienti per il semplice fatto di essere e di comportarmi in un determinato modo?


Leggila bene questa frase: significa sviluppare PRONTEZZA, ABILITA' COMUNICATIVA e ATTENZIONE AI DETTAGLI oltre che competenza.

Non si tratta di fare sforzi o camminare su carboni ardenti: si tratta di operare efficacemente nel mondo... anche quando vai in lavanderia. Come?

Ancora qualche ora e lo saprai.

Stay tuned.


Marco De Filippo







sabato 24 settembre 2011

Coaching, training e consulenza: gestire un blog

Gestire un blog non è difficile, se non fosse per un dettaglio: scrivere.

Scrivere su un blog richiede creatività e competenza ancor prima che abilità linguistica.

Se desideri rendere pubblico il tuo primo blog, dovrai prepararti a scrivere una volta alla settimana, o preferibilmente, una ventina di volte  al mese per un paio d'anni.

E ho notato che per molti è difficile farlo; mantenere l'attenzione su un argomento per un tempo così lungo (6 mesi o 2 anni), senza perdere di qualità, è qualcosa a cui non siamo abituati.

Ma soprattutto, prima o poi, gli argomenti non finiscono?

La risposta a questa domanda è: no! Per almeno 3 motivi.

1° motivo: più ti evolvi, fai esperienze ed aumenti le tue competenze, più sarà facile per te trovare ispirazione. Chi si occupa di coaching non dovrebbe avere problemi a scrivere su un blog per una vita intera... perché è dalla tua vita che prendi spunto.

2° motivo: non ti devi preoccupare della ridondanza. Il tuo messaggio deve essere ridondante: non importa se esponi la stessa idea da 100 angolazioni diverse, anzi è vivamente consigliato.

3° motivo: più scrivi, più diventi creativo. Ed in questo senso il blog è un allenamento anche per il coach: aiuta a riformulare le proprie conoscenze, ad espanderle, a sviluppare capacità di pensiero laterale, ecc.

Tuttavia, prima di aprire un blog, devi sapere dove ti porterà.

E se vuoi evitare di perdere una marea di tempo dietro un blog anonimo, generalista o che non valorizza la tua figura: i segreti per il successo nel coaching (ps. evvai! Anch'io parlo di segreti!)


Marco De Filippo






venerdì 23 settembre 2011

Facebook, Zuckenberg e open graph

A quanto pare stanno arrivando nuovi aggiornamenti su facebook: dopo l'apertura di google plus (il facebook di google che trovi qui: https://plus.google.com/), segnalato da una simpatica freccia azzurra nella schermata del famoso motore di ricerca, Zuckenberg lancia open graph e time line, strumenti per condividere davvero di tutto sul social network più famoso del mondo.

Cosa ha a che fare tutto questo con il coaching, la consulenza ecc.?

Direttamente nulla... mentre indirettamente sottolinea come la tendenza alla socializzazione virtuale sia tutt'altro che terminata.

Ed ancora più indirettamente ci mette in guardia sull'importanza di ESSERCI.

Non è importante se SEI su internet, se SEI in un contesto reale, se SEI in una cerchia di amici o se SEI semplicemente capace di crearla da zero.

Ma la tua presenza si deve sentire.

Ciò che conta è essere presenti, condividere: affascinare.

Nei prossimi giorni scriverò un post sull'uso di facebook ads come strumento di marketing, ma prima deve venirmi voglia :) ...se no lo faccio male.

Sono fatto così.
Un abbraccio,Marco De Filippo







Aprire una società di consulenza

Aprire una società è come sposarsi, pensaci prima di dire il fatidico sì.

Costituire una società non è un gioco: oltre al capitale iniziale, la forma societaria, i cavilli burocratici, la posta elettronica certificata e le spese per il commercialista e il notaio...

... c'è tutta la dimensione comunicativa, relazionale e decisionale fra soci.

Mi prendo la responsabilità di quello che sto per dire:


la probabilità che una società funzioni dipende dall'allineamento fra i soci.


Non occorre essere sempre d'accordo, ma conoscersi, saper comunicare e saper decidere è essenziale. 

Molti credono di saperlo fare, ma non è così.

Se stai per aprire una società, soprattutto se è la prima volta, ti consiglio, anzi, ti prego di darmi ascolto :) 

Perdonami se ti propongo di parlarne altrove, ma se mi segui qui:


...troverai qualche informazione in più.

Se invece vuoi "vivere di coaching" e vuoi farlo guadagnando bene entro pochi mesi da adesso, qui ho la soluzione giusta per te: http://diventarecoach.blogspot.it/

Un abbraccio, Marco De Filippo





Consulenza direzionale

Una delle idee più importanti che insegno ai coach, trainer o consulenti che vogliono acquisire clienti, è l'idea di direzione, ovvero: "dove vuoi andare?". Trovo incredibile che per molti rappresenti un concetto teorico, astratto.

Il mio lavoro, infatti, è anche quello di darti una bussola ed insegnarti a leggerla, per capire dove stai andando e a che punto del percorso sei.

Quando si parla di direzione, gli schemi maggiormente limitanti sono:

Cambiare continuamente strada: chiarezza, chiarezza, chiarezza!! La direzionalità va continuamente raffinata, perfezionata, levigata. Molte persone sottovalutano questo principio... e non si rendono conto che, se non ottengono risultati di rilievo, è solo perché hanno un enorme confusione in testa.

Fermarsi se i risultati non arrivano: ne ho già parlato mille volte e te lo dirò altre mille. Non funziona così. Se cerchi di prevedere il futuro in un sistema sul quale non hai sufficiente potere, stai giocando con la sorte. Nel campo della consulenza, se veramente vuoi farla, soprattutto come libero professionista, il mio consiglio è: se c'è un limite di tempo entro il quale vuoi avere successo o gettare la spugna... allora non partire proprio.

Continuare sulla stessa strada ignorando l'ostacolo, senza aggirarlo: un classico bug, spesso invisibile. Quello che succede quando mostro al mio cliente altre strade, spesso, si chiude a riccio. La domanda è: punti al risultato, o punti al risultato secondo un processo che non intendi cambiare per nulla al mondo? Sono due cose diverse. Molto diverse.

Esistono moltissimi altri schemi di questo tipo, e se vuoi sapere qual'è il tuo...


Il mio lavoro non è per tutti: é solo per chi vuole vivere come desidera ed è disposto a fare tutti gli esercizi che propongo (e non una versione semplificata perché non ha tempo). E' per chi é disposto a ragionare su questi concetti in profondità e su come applicarli PRATICAMENTE nella propria vita.

Se invece cerchi una sequenza d'azioni da fare è molto probabile che tu non riesca a realizzare il tuo sogno: esiste una sequenza, ma è la foglia... concentriamoci sull'albero, TU.

Marco De Filippo






sabato 17 settembre 2011

Coaching, clienti, obiettivi

Appurato che trovare clienti non equivale a usare qualche tecnica fine a se stessa che ci sgravi dal metterci in gioco, dovremo impostare degli obiettivi efficaci.

Quando si parla di obiettivi e di come impostarli, quasi sempre, il primo principio che viene insegnato è quello della "precisione spazio temporale".

"Entro questa data... avrò fatto questo, in quel luogo e con questa persona"

Tralasciando gli studi secondo i quali la precisione sarebbe un parametro fondamentale che facilita il raggiungimento degli obiettivi, secondo me, nel campo dell'acquisizione clienti come coach, oggi, essere troppo rigidi è un errore.

Quando impostiamo un obiettivo, per me vale questo principio:

"la precisione spazio temporale è direttamente proporzionale al grado di controllo che abbiamo sul sistema"

Per gli umani: più hai potere e controllo sulle persone e sull'ambiente che ti circonda, più l'obiettivo potrà essere preciso...

...ed ovviamente vale anche l'opposto. 

L'acquisizione clienti è un attività su cui abbiamo enorme controllo... in termini di direzione... 

...e molto poco in termini temporali. 

Possiamo sopperire alla mancanza di controllo con l'energia... ma non sempre è sufficiente.

Molti impostano una data di scadenza all'obiettivo di acquisire clienti ma è una specie di "previsione fideistica". 

Quando affermo "e se dovessi metterci di più?", sul viso del mio cliente cala il gelo.

E poi aggiungo:

"Se per te metterci 10 anni è troppo, potrebbe non essere la tua strada..."

Ed è ovvio che non ci vogliano 10 anni... ma... lo faresti comunque?

Oggi, nel 2011... conta molto più la tenacia che la capacità di prevedere il futuro.


Un abbraccio, Marco De Filippo


lunedì 12 settembre 2011

Definizione di coaching? E la tua definizione?

Qual'è la definizione di coaching? Chi è il "coach"? Cosa fa?

Nell'ambito della consulenza regna ormai il caos.

C'è davvero di tutto.

Oltre alle figure classiche (psicologo, counsellor, psicoterapeuta e psichiatra),

Oggi si parla di "coach" con tutte le sue categorie, "mentore", "facilitatore", "personal trainer", "personal shopper", "consulente d'immagine", "consulente filosofico"... ecc. ecc.

Ogni tanto faccio fare un giochino alle persone e gli chiedo:

"se dovessi dirmi chi sei cosa mi risponderesti?"

In ambito professionale molti rispondono:

"Mario l'osteopata"
"Luigi il coach"
"Maria la consulente" 

ecc.

A volte le persone definiscono se stesse attraverso il proprio "titolo" riducendo la propria essenza ad una qualifica.

Non mi piace nè da un punto di vista filosofico, nè da un punto di vista squisitamente pragmatico: anni fa con i titoli si lavorava, oggi, ed in special modo se sei un consulente, non è più così vero.

Le regole sono cambiate e questo è ciò che noi chiamiamo "crisi".

Nel campo della consulenza, le persone che riducono se stesse ad un titolo, non hanno quasi mai grande destrezza nel acquisire nuovi clienti... sai perché?

Perché per trovare clienti, prima ancora che il tuo ruolo, conti tu, come essere umano, con tutto il tuo bagaglio di esperienze, il tuo modo di essere e la tua filosofia di vita.

Cosa c'è di speciale in te che può definire quello che fai professionalmente, ancor prima del tuo ruolo... 

...e che puoi portare nel mondo, già da oggi?

E' un'idea che adoro!

un abbraccio,

Marco, 
l'incalzante,
 l'autodidatta,
 l'anticonvenzionale,
il sensibile,
il creativo,
 il trova soluzioni lampo, 
il fai prima a farlo che a dirlo,
... il monotematico,
... il  "se non m'interessa mi dimentico", 
... e il dormiglione senza senso del dovere :)

Marco De Filippo








martedì 6 settembre 2011

Aprire uno studio di consulenza

In questo post mi piacerebbe semplificarti la vita.

Molte persone, quando immaginano di aprire uno studio di coaching, uno studio di personal training, consulenza o formazione, pensano subito a fare le cose in grande.

Io amo il gusto delle cose piccole, ben organizzate, ben gestite e che mi consentano di fare SOLO il lavoro che amo, dedicando poco tempo alle pulizie, alla gestione, ecc.

In quest'ottica, per aprire uno studio è sufficiente:
  1. la partita iva;
  2. le competenze ed eventualmente i titoli;
  3. trovare una location di 30-80 metri quadri con bagno (se sei un personal trainer, ti servirà la doccia. Attenzione: in alcune zone d'italia ci sono delle leggi piuttosto restrittive che equiparano l'attività di personal training a quella di una palestra. Metti subito in chiaro che ti occuperai di consulenza sportiva 1 a 1, altrimenti dovrai avere più bagni, docce.).
Se ti piace lo stile minimal e confortevole, sappi che funziona sempre bene, costa poco e si pulisce in fretta.

In definitiva per uno studio di consulenza, coaching o personal training, con una spesa compresa fra 2.000 - 6.000 euro (a seconda dello stato del locale, la zona d'italia dove si trova ecc.) ed un affitto sostenibile (se abiti in una piccola città puoi cavartela con 400 euro al mese), parti alla grande.

Ecco un esempio di giornata tipo che un locale come questo, consente: sveglia alle 10.00; un'ora di coaching su skype da casa, pranzo, passeggiata e un buon libro; 2 ore di coaching nel locale, una o due ore di registrazione o da dedicare ai blog, palestra o 2 ore per qualche passione, un'ora di relax o per le faccende; cena a casa o in qualche posto carino, serata rilassante o a ballare, nanna. Lavoro 5 giorni a settimana e 2 giorni di relax con qualche ora da dedicare alle pulizie, rigorosamente con musica di sottofondo; la domenica un viaggetto o qualche corso formativo. E ogni tanto, qualche attività  assolutamente non convezionale, giusto per cambiare tutto.

Questa è la mia vita ideale; per alcuni è necessaria la barca a vela, per me rientra nelle attività anticonvenzionali da fare ogni tanto... in affitto... così lascio ad altri il compito di pulirla :)

Metti da parte il concetto secondo cui, per iniziare, ti serva un locale perfetto, grande, accogliente e costoso. Se ti piace, parti in piccolo e poi, se vorrai, cresci pian piano.

Il locale aiuta... ma sei sempre tu il prodotto in vendita :)

L'avessi imparato a suo tempo... :)

Vuoi tutto quello che ti serve per creare un proprio piano d'azione che ti consenta di vivere di consulenza nel minor tempo possibile? Seguimi qui:

http://diventarecoach.blogspot.it/

Un abbraccio,
Marco De Filippo