mercoledì 31 agosto 2011

Cosa ti serve per iniziare a lavorare su internet

Quando parlo di internet, sento sempre la necessità di inserire una premessa... dovrei scriverne una standard. Comunque, cercherò di essere rapido.

Spesso, quando vogliono imparare qualcosa di nuovo, le persone cercano qualche pacchetto preconfezionato, qualche trucco o segreto, qualche tecnica o la miglior sequenza di azioni da fare; al contrario, le idee e le informazioni che li aiuterebbero a sviluppare le abilità essenziali per ottenere successo (quelle stesse idee che li costringerebbero ad assumere una posizione di primo piano rispetto a strumenti, tecniche e trucchi) passano in secondo piano.

Per vendere con internet è molto più utile un seminario di psicologia applicata che di internet marketing... comunque, fatta la dovuta premessa, a grande richiesta...

...ecco una lista quasi esaustiva (ti prego di fare da solo le ricerche su internet) degli strumenti  e delle abilità che ti servono per iniziare:

Strumenti:

1. un blog o un sito. Se vuoi spendere poco ti consiglio blogspot, wordpress o joomla.

2. la skin grafica; puoi usare la parola "temi blogspot" o "temi wordpress" o "temi joomla" per trovarli. Sono codici "html" (dei testi) che modificano la grafica del tuo sito.

3. un autoresponder (per far lasciare "nome ed e-mail" in cambio di materiale gratuito per poi ricontattare i tuoi clienti e proporre prodotti di back end). Io ti consiglio aweber...

4. un conto paypal e/o una carta di credito prepagata (o non).

5. un carrello virtuale (è un codice html...) per la vendita di più prodotti in contemporanea. Non è essenziale, attualmente io non lo uso, comunque sono sicuro che riuscirai a trovarne uno anche senza il mio aiuto.

6. un sito dove archiviare il materiale che i tuoi clienti scaricheranno. Amazonaws.s3 o altervista possono andare bene.

7. un account google per: monitorare le prestazione del tuo sito con gli "strumenti per webmaster" e "google analytics"; analizzare le parole chiave con cui posizionare il tuo sito internet attraverso lo "strumento parole chiave di google"; creare questionari con google docs, ecc.

8. Un account su vimeo.com dove caricare le tue presentazioni video.

9. il codice html di un lettore mp3 per siti internet (per fa ascoltare i tuoi audio direttamente dal sito). Ne trovi una marea sulla rete.

10. qualche strumento per creare i pdf (ad esempio open office), file audio (un microfono usb samson ed audacity, per esempio), e video (una webcam o una videocamera digitale, anche non professionale, inizialmente).

11. se vuoi puoi imparare ad usare strumenti PPC per velocizzare l'afflusso di visitatori al tuo sito. Adwords, Facebook ads e yahoo sono i più gettonati. Il mio consiglio è di non sopravvalutarli.

12. usare i social network come facebook e twitter per creare relazioni ed imparare ad usare la strumentazione e le idee utili per posizionare il tuo sito sui motori di ricerca (scambio di link, usare gli aggregatori di blog...).

13. varie ed eventuali (usare google alert, yahoo answer, aprire un forum...) comprensive di tutte le idee-super-attira-clienti che i vari marketer sfornano di giorno in giorno... che da sole non servono a nulla :)

14. un account skype e magari un account su anymeeting.com, per tenere i tuoi webinar (seminari web)...

15. mettere in relazione tutti questi strumenti secondo una logica ben precisa; creare l'infrastruttura del sito...ed, infine, usare solo quello che ti serve davvero.

Abilità


1. aver voglia di imparare ad usare tutto questo e tenersi aggiornato, ma soprattutto...

2. aver voglia di imparare tutto il resto... ossia quello che serve davvero: chi sei come professionista, cosa vuoi, chi è il tuo cliente e cosa cerca, come fare branding di te stesso, la comunicazione, copywriting persuasivo, come ottenere performance di eccellenza sul lunghissimo periodo, come sbagliare e sopravvivere alle critiche... ecc. (e trovi parecchie informazioni su questo sito).


E se ti interessa questa seconda parte (che è l'80% del lavoro che devi fare), seguimi qui.


Un abbraccio, Marco De Filippo







domenica 28 agosto 2011

Essere coach o essere PNL?

Lo so, il titolo è a prima vista incomprensibile. "Essere coach o essere PNL" è ovviamente una piccola provocazione.

Quando sono eccessivamente rigide, le categorizzazioni finiscono per limitarci.

Ho diversi clienti che vorrebbero "diventare coach" o "diventare esperti in PNL" (piennellaro, in gergo :) ) e non si sono mai fermati a chiedersi "chi sono ora" e come potrebbero lavorare proprio grazie al loro modo di essere.

Cosa intendo dire? Intendo che:

  • Per vivere di coaching dovrai vendere te stesso prima che la tua professione di coach (figuriamoci il tuo metodo!). Se fai il coach perché è l'unico modo per sentirti ok... non lo venderai.
  • Nulla, nemmeno Bandler, ti sgraverà dal doverti mettere in gioco, Nome e Cognome.
  • Essere coach significa essere un professionista; essere esperto in un metodo significa avere le competenze; essere te stesso (dove con queste tre parole qui intendo esprimere il proprio talento, competenze e carisma, nel proprio modo, unico e personale) sarà l'unico modo per diventare un... professionista... competente.

E se vuoi parlare un po' dell'idea di come poter essere te stesso ed esprimerlo nel tuo unico e personale modo... puoi leggermi anche qui: esprimi te stesso

Un abbraccio, Marco De Filippo







mercoledì 17 agosto 2011

Uscire di casa e tornare con un nuovo cliente

Ti racconto una storia.

Una ragazza che conosco ha aperto, pochi giorni fa, il suo studio di counseling.

Dovendo ancora finire di arredarlo ha iniziato a far visita ad alcuni negozi della mia città per trovare un copridivano ed alcuni cuscini; essendo una donna dai gusti piuttosto raffinati, osserva il tessuto, il disegno, le finiture e sceglie solo dopo aver valutato diverse prodotti.

Proprio ieri mi ha raccontato che, ogni volta che esce per fare shopping, torna a casa con il contatto di un nuovo cliente.

Creare relazioni è un'arte e, io stesso, ho trovato quasi tutti i miei "clienti d’elite" in questo stesso modo.

La domanda di oggi è semplice... ma non considerarla una banale introspezione fine a se stessa. Io ci vivo!

E la domanda è:

Qual’è quella piccolissima azione da un minuto che se la facessi ogni giorno (od ogni volta che ne hai l’occasione), sistematicamente... non ti porterebbe ad alcun risultato nella prossima settimana, ma ti permetterebbe di avere 5 o 10 nuovi clienti entro la fine dell'anno?

Guardati intorno... sono tutti possibili clienti, e sono centinaia!

Il tempo, ragazzi!
Giocate sul lungo periodo...
E’ questo il trucco.


Marco De Filippo






martedì 9 agosto 2011

Diventare coach: ancora su come scegliere una scuola

A seguito dell'ultimo post, mi sono giunte parecchie domande su come fare per individuare il corso di coaching adatto alle proprie esigenze.

Così ho fatto un giro sulla rete e devo dire che i corsi di coaching, PNL e varie si sono ormai moltiplicati a dismisura.

L'offerta formativa è davvero impressionante e a volte mi chiedo se i coach non vendano il coaching solo a chi vuole diventare coach.


Ogni scuola consiglia se stessa, attraverso referenze, raccontando la propria gloriosa storia e facendo leva sui contatti con esponenti americani del coaching o delle varie discipline associate.

Ed in effetti ogni scuola Italiana ha i suoi punti di forza, i suoi maestri, il suo metodo di insegnamento. Come sempre, gente brava c'è.

Quindi, vuoi diventare coach: come decidere?

A parte identificare quale scuola insegna il modello di coaching che fa al caso tuo (corporate, executive, life coaching, career , relationship , love ecc...), chi sono gli insegnanti, partecipare a qualche seminario gratuito e i soliti 10-banali-consigli-del-caso, per me una domanda fondamentale è:

Questa scuola scuola ti lega a se stessa?

Ci sono dei corsi che dopo 10 giorni rilasciano brevetti e certificazioni, per poi chiedere un aggiornamento obbligatorio ogni anno a costi piuttosto importanti (oltre i 1000,00-5000,00 € tra corsi e pernottamento).

Quasi come se la certificazione garantisse prestigio e rientro economico.

Le persone comuni non sanno cosa sia la PNL e non farai certo leva sulla PNL per vendere (a meno che non terrai corsi di PNL, per gli appassionati di PNL che faranno PNL solo con gli altri appassionati di PNL... ma questo non è vivere di coaching!)

E tuttavia, quante certificazioni vengono sfornate ogni anno?
Quante di queste persone riuscirà a vivere di coaching? 

Se ci riuscissero tutti, assisteremmo a un invasione di coach e motivatori (che immagine terribile), ed in parte sta accadendo, ma per adesso, si riesce ancora a respirare.

Scegliere una scuola di coaching è solo questione di informazioni, esperienza e decisione: suvvia, puoi farlo senza di me.

Per me il punto fondamentale è un altro: qualunque cosa sceglierai di fare, studia come l'ultimo arrivato, pratica come un pazzo (anche solo su te stesso) e sforna idee come il fondatore di una scuola (che è l'unico che il brevetto non ce l'ha). Questo significa diventare coach, per me.

Non usare il cervello solo per apprendere, usalo per creare. Pensaci.


Un abbraccio, Marco De Filippo