venerdì 29 luglio 2011

Relazioni fra passioni

Hai mai pensato a come metti in relazione le tue passioni?

Quando lavoro con le persone nel campo del benessere e dello sviluppo personale, sono solito portare nel mio coaching concetti tratti dalle mie altre numerose passioni, sia per quello che riguarda le storie che racconto, sia quando creo esercizi, idee ecc.

Quando lavoro con il corpo per aiutare le persone a generare lo stato mentale che desiderano, utilizzo una metodologia, Unity: in essa tutte le mie passioni, l'anatomia, la somatica, la comunicazione, le arti marziali... conflagrano in un sincretismo che esprime chi sono, è solo mio: non può essere copiato.

Ad esempio, sono un appassionato di musica e in Unity sono solito usare la metafora del "suonare il proprio corpo" (e ti prego di non vederci doppi sensi :) ).

Uno dei modi più intelligenti per differenziarsi da tutti gli altri coach, è quello di dar vita ad un proprio stile di lavoro che contempli la totalità di noi stessi, in unità, quindi, anche tutte le altre passioni della nostra vita possono aiutarci a creare il nostro "personaggio"; perfino le piccole passioni, quelle più sciocche, possono fare la differenza.

Quando ero piccolo, mi piaceva dare nomi alle cose, ai personaggi delle mie storie, ai loro strumenti, alle mie idee, alle mie sensazioni. Ancora oggi lo faccio, ed a volte qualcuno rimane incuriosito dai nomi che utilizzo: quest'abilità mi è tornata utile anche nel coaching (per molti è difficile nominalizzare le proprie sensazioni, per me è facilissimo).

Non escludere nulla, e con la massima apertura mentale chiediti:

"che cosa non ho ancora portato nel mio coaching, che già so fare e che può essermi utile a qualche livello, sia in termini di efficacia, che di unicità?"


Un abbraccio, Marco De Filippo








1 commento:

  1. Ho trovato molto utile questo post, Marco! In particolare apprezzo come hai sottolineato la necessità di uno stile che abbracci tutti noi stessi, partendo dalle nostre passioni, anche apparentemente non connesse al coaching. Grazie, Stefano

    RispondiElimina