venerdì 29 luglio 2011

coaching, in italia...

Una delle E-mail tipo che ricevo:
"Ciao Marco mi chiamo X, faccio Y e ho il master in coaching con la scuola di coaching Z; ho letto tutto il tuo blog e vorrei farti una domanda: pensi davvero che sia possibile vivere di coaching in Italia o dovrei andare all'estero?"
A parte che non avrei aperto un blog su questi argomenti se pensassi che in Italia fosse "impossibile" fare il coach e viverci, ma provo a rispondere lo stesso.

Dei problemi dell'Italia, della crisi e di politica non sono abbastanza esperto per pronunciarmi e la mia risposta sarà basata su un dato di fatto: qualcuno ci vive, quindi è certamente possibile.

Secondo me ha più senso affrontare la problematica, se così la si può definire, dal punto di vista di COME fare per vivere di coaching nel, parafrasando Stoppani, Bel paese. 

Gli Italiani ovviamente non sono gli statunitensi. Cambia la tradizione, i valori, la mitologia di riferimento, la tradizione: l'italiano medio è scettico, meno credulone e poco propenso a "provare prima di giudicare". So che è una generalizzazione, e infatti, secondo me il punto non è qui.

La grossa differenza è che negli stati uniti, il coaching esiste dalla fine degli anni 80, da noi il boom è avvenuto con internet, fra il 2006 ed oggi. Inoltre in Italia, usano internet 20 milioni di persone (molti sono ragazzi giovani) che si connettono in media ogni 48 ore.

Questo cosa ti suggerisce?

Buon coaching in italia...
Marco :)

Marco De Filippo






Nessun commento:

Posta un commento