mercoledì 8 giugno 2011

Quando il coach vuole aumentare i clienti

Fermo restando che ogni situazione è diversa, dalla decisione di lavorare come coach fino alla tanto agognata libertà economica, intravedo 4 fasi di passaggio: 

Fase a clienti 0 (salire sulla tavola): è la fase in cui il coach non ha clienti, l'intera struttura della  proposta formativa, il sito o la strategia di promozione è ancora in fase di progettazione. Di fondamentale importanza è la decisione di lanciarsi in questa nuova avventura oppure no.

Se vuoi superare questa fase per prima cosa devi fare chiarezza: prenditi qualche ora o mese di lavoro per capire chi sei, cosa fai, per chi lo fai... e soprattutto se vuoi farlo.

Fase dei clienti casuali (rimanere in piedi per poi cadere): Spesso in corso di progettazione ed attraverso i legami deboli inizia, inaspettatamente, a contattarci qualche cliente: per motivi apparentemente casuali qualcuno accetta di lavorare con noi. Il coach, dapprima soddisfatto del risultato, inizia a percepire un senso di incertezza ed ha la netta sensazione di non poter trovare clienti attraverso una strategia replicabile, controllabile e che sia in suo potere: non è ancora l'artefice del proprio destino.

Se vuoi superare questa fase devi fare chiarezza e continuare la fase di progettazione, capire chi sei e con quale tipo di persona vuoi entrare in relazione e come portare un enorme valore nella sua vita. Dedica del tempo a progettare l'essenza stessa del tuo lavoro, nei minimi dettagli. Devi conoscere il tuo cliente tipo ed i suoi schemi meglio di quanto non li conosca lui stesso. Inizia a lavorare sulle storie che ti rappresentano e sviluppa la necessaria verve dialettica per raccontarle e per usarle come strumento di promozione. Poi agisci in relazione al piano che hai progettato fino ad ora.

Fase della chiarezza e dei primi clienti (cavalcare qualche onda): il coach in questa fase comincia ad aver chiaro cosa fare per ottenere più clienti. Si tratta di un momento fondamentale in cui è finalmente possibile inquadrare il proprio futuro come professionista. I clienti non sono più "casuali": diventa possibile individuare (sebbene non se ne possegga l'assoluto controllo) il processo che li ha portati a noi. S'investe molto per ottenere poco: la massa critica non è ancora stata raggiunta.

Se vuoi superare questa fase NON SEDERTI, NON LEGGERE, NON GUARDARE COSA FANNO GLI ALTRI COACH, ma agisci. A volte basta un'e-mail per dare il via a una fruttuosa collaborazione; basta aggiornare il blog ogni giorno e alla fine dell'anno avrai scritto 365 post. 
E' proprio quando hai un minimo di tranquillità economica che conviene investire. 
Non ci sono formule magiche: è il tuo lavoro, fallo!

Fase del ricambio (life surfing):  questa è l'unica fase in cui è possibile vivere di coaching. Il passaparola, internet, il co-marketing o in generale i canali dai quali arrivano i nostri clienti soddisfa ampiamente le necessità del coach che può permettersi di perdere o rifiutare un cliente perché sa di poterne trovare un altro in tempi rapidi: è un professionista.

Per non ricadere nella fase precedente, occorre mantenersi attivi, vitali e continuare a creare, creare e creare! Anche se sei un campione non puoi stare fermo sulla tavola da surf per molto tempo: devi continuare a muoverti.

Un abbraccio, Marco.
Marco De Filippo








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