sabato 4 giugno 2011

Idea 1: diventare personal trainer

Oggi inauguro una serie di post specifici per ogni rapporto di consulenza 101 che io abbia praticato o con cui sia entrato in contatto, direttamente o indirettamente.


Chi è il personal trainer?


Il personal trainer è un allenatore che, attraverso il movimento, aiuta il proprio cliente a raggiungere obiettivi atletici e sportivi, a ritrovare la forma fisica e/o, in definitiva, ad amplificare il livello di confidenza con il proprio corpo.

Nella mia esperienza capita spesso che l'obiettivo primario (di solito l'estetica) venga, per mutuo consenso, "accantonato" in corso d'opera.

La casalinga che voleva dimagrire, accortasi di quanta fatica richiede, ridireziona il rapporto con il professionista verso un più semplice: "vorrei sentirmi meglio".


In definitiva il cliente è alla ricerca di "un'esperienza" (indicativo è il feedback condiviso da molti: "dopo l'allenamento ci si sente veramente bene...") e spesso attua un'equivalenza complessa (falsa) fra il risultato che vorrebbe ottenere, come vorrebbe "sentirsi" e cosa accadrà all'esterno ("se dimagrirò mi sentirò meglio e verrò apprezzato da tutti...").

Il personal trainer deve essere estremamente attento alla domanda implicita del proprio trainee. Limitarsi alle richieste del cliente è un approccio che alla lunga può portare a deluderne le aspettative. 

Eloquente è il caso della signora che vorrebbe "dimagrire senza fare fatica", che si sforza per un po', per poi arrendersi. Ha più senso indicarle, fin da subito, una strada adatta a lei (che probabilmente nemmeno conosce) che la porti a scegliere con maggior consapevolezza.

In definitiva, tranne nel caso degli sportivi, il trainee non sa quello che vuole perché non ha le conoscenze anatomiche, fisiologiche e psicologiche per comprenderlo: spetta a noi mostrargli la via migliore per lui.


Diventare personal trainer 


Iniziare la propria carriera di personal trainer ha più a che vedere con una passione che con un percorso di studi particolare. 

Ho una laurea specialistica al SUISM di Torino, ma conosco moltissimi professionisti SERI che grazie ad una profonda passione per il movimento hanno raggiunto, senza alcun titolo di studi ufficiale, altissimi livelli di competenza in questo settore, 

Fondamentale e invece fare esperienza di ciò che si vende: occorre mantenersi in allenamento e, probabilmente, specializzarsi nel campo che si conosce meglio o si apprezza maggiormente.

La passione è, e rimane fondamentale.


Il contesto sociale dove operare


Quasi sempre per vivere di personal trining occorre entrare a far parte del contesto sociale delle palestre, dei circoli, dei club, degli albergi (o inaugurare uno studio dedicato), "sguazzandoci" con estrema disinvoltura. 

Sarà  banale ma è bene ricordarlo: il trainer dovrebbe scegliere di operare in un contesto che calzi come un guanto sulla sua personalità. 

Se ami correre e hai un fisico da maratoneta, la palestra in stile anni 80 con i manubri sporchi ed i culturisti che parlano di alimentazione, potrebbe non valorizzare "chi sei": le tue competenze rimarrebbero celate dietro una mera categorizzazione.

Un centro moderno con una clientela media o raffinata potrebbe invece esaltare le tue capacità. Ovviamente vale anche l'esatto opposto e fermo restando che tutto possibile, prima prova, poi giudica: fai semplicemente attenzione alle "incongruenze".

Il trainer è spesso un lupo solitario che entra all'interno del gruppo e propone i propri servizi solo dopo aver trovato dei punti di contatto con le persone, come esseri umani.

In alcuni casi conviene non proporsi affatto, puntando solo sul generare curiosità: allenarsi e allenare con esercizi DIFFERENTI da quelli che il pubblico conosce, genera curiosità che è "il collante" per entrare in contatto con gli altri.


 I valori dominanti


Il personal trainer lavora con una clientela i cui valori dominanti sono, in un caso la sicurezza (reale o percepita), e in un altro il senso di dominanza (anche qui, reale o percepito).  Si tratta di due grappoli di valori diversi, ed il trainer dovrà adattare la propria comunicazione all'uno e all'altro (o scegliere di specializzarsi e far leva su un solo gruppo di valori)*.


* Per quello che riguarda i bambini e gli adolescenti bisognerebbe fare un discorso a parte.


Come generare dissonanza


Considerata la mia forma fisica filiforme, ho sempre puntato sul generare un contrasto con l'idea che le persone hanno del personal trainer e la mia immagine: parlo dello stereotipo del tizio muscoloso, un po' stupido (a tal proposito, se vuoi scrivere su internet, ATTENTO ALL'ITALIANO o gli darai ragione di pensarlo), e che fa il brillante, l'animatore ed il piacione.

Ho fin da subito evitato di mostrare troppo il fisico, facendo leva sulla "cultura" e la disponibilità ed evitando di spaventare il cliente con il "pettorale a vista".

Se lavori con i "sedentari" la discrezione è d'obbligo:  consiglio un approccio sorridente, gentile, ed estremamente protettivo, soprattutto con chi ha una pessima immagine corporea. Non lasciarli soli e non rispondere al telefono mentre lavori.

Se lavori con atleti un po' esaltati fai rapport con la competenza: ti tempesteranno di curiosità.

All'interno della seduta dovrai dialogare per un'ora e per molti questa è la parte più difficile: evita di parlare solo di "sport e l'allenamento" soprattutto se lo fanno "perché devono": è la tua passione, non la loro!

Eviterei i temi scottanti come la politica, il denaro ed il lavoro in generale: devono dimenticarli non ricordarseli!!

Se non sai di cos'altro parlare, contattami su skype e te lo spiego ;)


Pricing


Se chiedi 20 euro lordi l'ora, qualcosa non quadra. 
Tara il prezzo al di sopra dei 35 euro lordi, possibilmente oltre i 40 euro (se ti hanno preso 10 sedute a 200 euro e l'hanno fatto con assoluta nonchalance, probabilmente potevano investire il doppio).

Sei un personal trainer, non fai beneficenza: tanto ci sarà sempre qualcuno che non potrà permettersi i tuoi servizi.

Se il contesto non è in linea con questo tipo di pricing, probabilmente hai sbagliato contesto.

Quindi, o lo fai gratis e vivi con un altro lavoro (che forse qualcuno non potrà permettersi) o altrimenti fatti pagare quanto basta per avere lo stile di vita che vuoi.

Adattarsi al singolo è la regola aurea, queste sono e rimangono solo indicazioni di massima.

Un abbraccio, Marco De Filippo




4 commenti:

  1. Paolo Garizio5 giugno 2011 17:07

    Chiaro, semplice e pulito come è solito il tuo stile. Più si è tranquilli e rilassati quando si fa il personal e più è facile che i potenziali clienti si avvicinino a te. Passione, competenza, innovazione, integrità e sensibilità sono alcuni degli elementi che permettono di vivere di Personal Training, forse una delle più belle professioni che esistano. :)

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  2. Molto interessante Marco, devo rifletterci.
    Luke.

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  3. ciao Marco ,il mio nome e Roberto e sono un ragazzo cubano di 23 anni che sta cercando di intraprendere questo percorso come personal trainer,ti volevo dire che ho letto il tuo articolo e questo mi ha dato la conferma che io sono nato per fare questo visto che non trovo piacere facendo altre cose anche se ho provato,e anche se tutti mi dicono che questo non e un vero lavoro per me e il piu bel lavoro che esiste ,grazie di tutto , sono contento di sapere che esistono persone che la pensano come me .

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  4. Estremamente interessante. Complimenti per i vari concetti espressi.. Io opero esclusivamente con clientela privata ed ho voluto e "dovuto" prendere distanze dalla visione tramutata e commerciale di "servizio Personal Training" proposto nei centri di ultima generazione. La figura, soprattutto l'essenza "purista", del Personal Trainer è di tipo "privato" e resterà in ogni caso un servizio dedicato ad una clientela non conventional e comunque di target elevato e/o Luxury oriented.

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