martedì 7 giugno 2011

Diventare coach: farsi pagare è sbagliato?

Esistono diverse "scuole di pensiero" nel mondo del coaching: spesso regna il caos più totale.

Senza scomodare i paradigmi di Graves, ci sono persone che fanno quest'attività per altruismo, per cambiare il mondo, per portare l'universo a un nuovo livello di consapevolezza... e c'è chi lo fa perché "è bello e si guadagna tanto".

I primi vivono in modo tensivo il momento in cui dovranno chiedere del denaro al proprio cliente. Generalmente si sottopagano o lavorano gratis per molti anni.

Spesso chiacchierando salta fuori quest'idea:

Se chiedi dei soldi a qualcuno, gli stai togliendo qualcosa. 

Da dove nasce questa idea? Nella mia esperienza da credenze come:

1. I soldi sono sporchi e il marketing è manipolazione.

2. Il coaching mi piace, lo propongo ma non mi sento totalmente integro nell'applicarlo, per cui preferisco non farmi pagare (molti coach hanno la sensazione che il coaching sia equiparabile alla magia e da buoni Italiani, nel profondo, non sanno ancora se crederci davvero).

3. Se chiederò dei soldi, mi apprezzeranno meno.

Dall'altra parte abbiamo il mito del "motivatore", del coach che guadagna cifre esorbitanti cambiando la vita degli altri con un click. Amen.

Questa seconda categoria di persone è affascinata dal concetto di:

 "chiedi tanto e le persone considereranno quello che fai come qualcosa di valore". 

Forse è vero, ma occorre poi sostenere quel prezzo davanti al cliente (non sempre).
Non basta un buon "frame": occorre saper fare.

Te la butto lì, se non riesci a chiedere più di 25 euro l'ora, è solo per mancanza di fiducia in te stesso (o hai qualche credenza/convinzione/mito limitante riguardo al denaro)...

Se non riesci a chiedere più di 50 euro l'ora, forse ti serve solo un po' più di fiducia in te stesso... e forse anche un po' più di abilità...

Se non riesci a chiedere più di 100 euro l'ora, forse ti serve solo un po' più di abilità (e forse un po' più di fiducia).

Ok, sento già qualche vocina.

Davvero è corretto chiedere 100 euro l'ora? 

Beh, io spesso chiedo meno, se la persona mi piace. A volte non chiedo niente. Ho imparato a percepire, con la massima integrità se vorrei chiedere meno per mancanza di fiducia in me stesso o semplicemente perché è la prima volta che faccio una determinata cosa (in questi casi sono solito dirlo al mio cliente). 
Ma non è questo il punto!

Il punto è:

Quale valore apporti alla vita delle persone?
Quanto vale l'accelerazione che imprimi?
Quanto vale quest'esperienza?

Spenderesti 1000 euro per veder scomparire per sempre l'allergia, imparare boh... la seduzione (sapendola fare veramente) o per sentirti sempre come vuoi? 

Insomma, qual'è quel problema che se qualcuno potesse guidarti a "risolverlo" troveresti i 1000 euro necessari... e ti sembrerebbe di pagarlo pure poco? 

Ed è ovvio che il professionista deve davvero darti quello che chiedi.

Quale delle due scuole di pensiero è la migliore? Secondo me nessuna!

Molto spesso disegno e sono un pessimo disegnatore.
Non vendo i miei disegni, non li faccio vedere in giro.
Disegno e basta.

Continuerò a ripeterlo: prima di fare il coach per cambiare il mondo o per guadagnare 1 milione di euro, fallo perché SEI TU.

Prova a pensarci, io che sono un tontolone ci ho messo un po' a capirlo!

Un abbraccio, Marco De Filippo








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