giovedì 29 dicembre 2011

Vivere di coaching o diventare coach? Questionario!

Qualche giorno fa un mio cliente, sapendo che organizzo tutto quello che imparo in mappe mentali colorate, mi ha regalato una scatola con 36 matite di media qualità.

Credo che abbia speso intorno a 10 o 15 euro, eppure, in quel momento, visto che stavo preparando la promozione per "vivere di coaching" e dedicavo il resto del tempo ad alcuni esercizi ed alla mia fidanzata, non avevo nemmeno un minuto per procurarmele da solo:

il valore di quel piccolo pensiero, per uno come me, è stato molto superiore a quello che a prima vista potrebbe sembrare.

Un regalo più costoso ma meno utile, mi avrebbe fatto meno felice.

Per poterti dare quello che desideri devo sapere cosa vuoi, quindi ti sarei estremamente grato se compilassi il questionario anonimo che trovi qui sotto!

Grazie (ps: ricorda che fra poche termina la promozione per rubarmi VDC... prendi quest'opportunità al balzo: http://diventarecoach.blogspot.com/)




Marco De Filippo








sabato 17 dicembre 2011

Guadagnare con internet? E' una bufala!!

Immagina: sei un coach, trainer, consulente o formatore, vuoi guadagnare con internet ma non hai ancora abilità e competenze sufficientemente approfondite per farlo.

Per imparare decidi, giustamente, di partecipare ad un corso di formazione.

Il seminario, più o meno ad effetto, inizierà con un coach, che, armato di videoproiettore, mac e una serie di slide, ti mostrerà i propri risultati con il metodo ABCDE; continuerà con altre slide e scenderà nei minimi dettagli e, inframezzando il tutto con qualche frase motivazionale, concluderà rispondendo alle domande dei partecipanti e augurando loro di guadagnare milioni di euro nei prossimi mesi.

Bene. Ho acquistato del materiale di questo tipo più di una volta e, quasi mai del tutto soddisfatto, sono giunto a una conclusione: vivere con internet è uno stile di vita ed un lavoro. Il concetto di "guadagnare anche dormendo", prospettato per vendere i corsi, almeno all'inizio, è assolutamente una bufala.

  • Vuoi trovare clienti con internet? Fallo!
  • Non lo vuoi fare ma pensi che dovresti? Non farlo (o delega!).
  • Non sei sicuro? Poniti queste domande:

Come sarà il mio stile di vita se voglio fare grandi numeri su internet?

A cose mi servono questi "grandi numeri"?

Quante ore passerò al pc?

Saprò autogestirmi?

Come affronterò le critiche?

Quanto tempo posso dedicare a questo progetto? 

Ecc.

Questo, sebbene in realtà fosse congegnato in modo diverso (e NON è PNL!!!), è l'esercizio con cui ho iniziato il corso "il mito di internet". Se qualcuno, grazie a me, evita di buttarsi in un business che non farà mai fruttare perché, semplicemente, non è in linea con la sua persona, mi sono decisamente guadagnato la pagnotta :)

Se devi scegliere un corso, per decidere, fallo tenendo conto della presenza o meno di momenti atti a fare CHIAREZZA: la loro importanza è CRUCIALE (anche se sei convinto di sapere cosa vuoi!! Infatti, a quasi tutti i miei clienti convinti, dimostro in pochi secondi la loro mancanza di chiarezza in merito ai propri desideri!!).


Marco De Filippo






mercoledì 7 dicembre 2011

Coaching, denaro e investimenti

Se vogliamo vivere di coaching possiamo farlo principalmente in tre modi:

1. aprire una società di formazione, piccola, media o grande;

2. lavorare in proprio e guadagnare grazie alle sessioni private e/o ai corsi-formazione (non diversamente da come fanno gli psicologi o i massaggiatori);

3. scegliere l'opzione 2 e intanto produrre infoprodotti da vendere online per disconnettere il fattore "tempo" dal fattore "guadagno".


  • Nel primo caso saremo dei veri e propri imprenditori; 

  • nel secondo caso saremo prima dei marketer e poi dei coach; 

  • nel terzo caso saremo dei marketer e poi dei coach fino a quando il meccanismo da noi progettato non inizierà ad operare (quasi) automaticamente: a quel punto saremo tranquilli ed il marketing passerà in secondo piano (e potremo anche permetterci di selezionare i clienti).

Se io volessi aprire una pizzeria dovrei investire almeno 150.000 mila euro: è ovvio, basta fare due righe di conti. Allo stesso modo, se sceglierai il "caso 1", dovrai considerare un investimento non inferiore a questo... o farti assumere da qualcun altro :)

Per quello che riguarda il caso due e tre invece?

L'intenzione con cui ho scritto questo post è quella di metterti in guardia dall'idea secondo cui sia sempre possibile vivere di coaching senza investire denaro.

Certo, rispetto alla pizzeria o all'opzione 1, nel caso dell'opzione 2 o 3, puoi vivere di coaching con un investimento molto più piccolo: 4-500 euro di "pubblicità" (termine generico) ogni mese (oppure, se ce l'hai, puoi giocarti la carta "relazioni"), ben fatta non potrà che far crescere la tua attività e il tuo brand.

Il meccanismo funziona quando c'è un rapporto di diretta proporzionalità fra quanto investi e quando guadagni.

Se investo 500 euro e ne guadagno 600, investendone 600 potrei guadagnarne 720... e così via.

Questo è il modo in cui devi intendere la tua attività: un meccanismo che si autoalimenta in senso progressivo, dinamico (entro certi limiti, non puoi crescere all'infinito in questo modo senza espanderti in altre aree, ad esempio), non "statico".

Chi non ha denaro può investire il proprio tempo; tuttavia, appena inizi a fare cassa, assicurati di fare buon uso di almeno una parte del tuo salvadanaio: solo la crescita ti darà quell'indipendenza economica senza la quale... tanto varrebbe cercarsi un lavoro :)

Lo so, se non ci avevi mai pensato o non hai moltissimo denaro, leggendo questo post potresti provare un mix fra dubbio e paura... in questo caso ti consiglio di fare "outing": se hai qualche domanda ti rispondo volentieri: scrivimi (marco.dfl@tiscali.it).


Marco De Filippo







lunedì 5 dicembre 2011

Atteggiamento vs tecniche (ed un video di 40 minuti)

Sono iscritto alla mailing list di alcuni colleghi (leggo sempre il materiale degli altri) e sono rimasto molto colpito da una newsletter inviatami da uno di loro (che non conosco personalmente) dove spiegava il perché molte delle tecniche persuasive che propone potrebbero non funzionare se non supportate da un adeguato atteggiamento.

Me lo aspettavo: prima o poi i "tecnici" (io mi ritengo prima di tutto uno stratega) della vendita (ma anche della seduzione) finiscono per tirare in ballo "il modo di essere".

Premessa: nella mia vita ho avuto tre mentori, due "yin" e uno "yang". 

Il primo e il secondo partivano dall'interno: mi faccio le domande giuste ed utili a cambiare il mio atteggiamento (condizione psico-fisiologica), mi teletrasporto dove il problema non c'è, e poi agisco: l'esterno segue. In definitiva il problema è spesso la sua percezione più che qualcosa di reale. Se il problema sopravvive anche nella nuova posizione, allora può essere affrontato direttamente. 

Il secondo parte dall'esterno: mi faccio le domande giuste, analizzo il problema in ogni minimo dettaglio partendo dai presupposti, elaboro una soluzione e testo sul campo. La sicurezza e l'atteggiamento derivano dalla certezza di saper fare e seguiranno questa prassi logica, che ti trasmette anche l'energia per osare (senza ansia, in realtà so quello che faccio), per uscire fuori dagli schemi, forte della conoscenza.

CI ho messo anni a fondere questi due approcci in quello che uso tutt'ora e sono molto geloso del modo in cui sono riuscito a far collimare due sistemi apparentemente opposti e inconciliabili.

Quello che mi lascia perplesso delle persone che parlano di atteggiamento come base per l'utilizzo di tecniche di persuasione o vendita, è che i concetti che espongono sono spesso nebulosi, astratti o, peggio del peggio, mistico-energetici.

La domanda che ti vorrei porre è questa:

"Basandoti sul principio di realtà, ovvero sull'efficacia dei presupposti alla base del tuo operare nel campo del marketing di te stesso, i pezzi del puzzle sono tutti al loro posto?"

Se la risposta è no e hai 40 minuti di tempo, guardati questo video: http://oltre-ostacolo.blogspot.com/

...non è specificatamente sulla vendita ma può aiutarti, senza la pretesa di essere esaustivo (in quel caso, fai coaching con me :) ), a fare chiarezza su come puoi superare gli ostacoli che incontri nella tua vita, compresi quelli legati all'acquisizione clienti.


Marco De Filippo






domenica 27 novembre 2011

Diventare coach... in tempo di crisi

Dopo averlo procrastinato per quasi un mese, alla fine mi sono convinto a scrivere un post sull'argomento "coaching" in relazione alla crisi economica; la domanda a cui vorrei rispondere è questa:

"E' possibile diventare coach e vivere di coaching in tempo di crisi?"

Per rispondere a questa domanda vorrei prima di tutto proporti una riflessione relativa a come i servizi di consulenza si inseriscano all'interno del mercato attuale.

Il coaching, il counselling il mentoring e i servizi affini NON sono servizi essenziali: le persone possono sopravvivere anche senza un consulente o un trainer. 

Il coaching è come una seduta di massaggio, un ipad o un paio di occhiali da sole firmati. Se qualcuno acquista questi beni (che non sono certo di prima necessità), allora può anche permettersi la tua consulenza.

Proprio perché non è essenziale, verrebbe naturale pensare che, in periodi come questo, sia molto difficile vivere di coaching, vero?

Invece questa conclusione è superficiale e semplicistica. Facciamo tre considerazioni

Considerazione numero 1: c'è sempre qualcuno che potrà permettersi il tuo servizio e, molto probabilmente, sono le stesse persone che se lo potranno permettere sia in tempo di prosperità che di crisi.

Considerazione numero 2: se vuoi che tutti possano permettersi il tuo coaching, allora probabilmente non potrai vivere solo di questo, oppure, dovrai lavorare sui grandissimi numeri.

Considerazione numero 3: se esistono anche sono 200 persone nella tua città che possono e vogliono lavorare con te (se vivi in un paesino di 20000 abitanti, stiamo parlando dell'1%!!!), puoi vivere di coaching.

Un esempio personale: in questo periodo il mio personal brand è in continua crescita in barba a qualsiasi crisi economica (che comunque esiste davvero).

Proprio in virtù di queste considerazioni, anche se può sembrare strano, il coaching, se organizzato intorno ad un brand personale forte ed in crescita, non risente particolarmente della crisi.

Allo stesso tempo è fondamentale che tu sappia COME potenziare il tuo brand personale... e in ogni caso è una cosa che puoi imparare (e in tal caso fatti aiutare o probabilmente impiegherai il doppio del tempo).

E quindi una piccola news:

Ai primi di febbraio proporrò il corso dal vivo "personal branding"

...dove ti insegnerò, in poche ore, come triplicare la potenza del tuo brand.

Se sei iscritto alla mia lista avrai diritto a uno sconto ed un regalo, quindi iscriviti subito, se no poi ti dimentichi... e sarà troppo tardi :)

Stay tuned


Marco De Filippo







sabato 26 novembre 2011

Coaching e internet marketing

Internet e coaching: facciamo un po' di chiarezza.

Sebbene non sia indispensabile, internet è uno strumento molto utile ed utilizzato per promuovere la propria attività di coach, e bada bene, ho usato la parola "strumento" non a caso.

Un martello è uno strumento, la canna da pesca è uno strumento e anche l'orologio lo è. La caratteristica di tutti questi strumenti di uso comune è che puoi facilmente identificarne la funzione. 

La prima domanda è quindi: "come strumento di marketing, a che serve internet?".

E qui sorgono i dubbi.

Se non sai qual'è il fine lo strumento non assolverà al suo compito o farà qualcosa che non ti interessa davvero: ti immagini che ne sarebbe del tuo orologio se lo usassi come martello??

Fuor di metafora, vuoi una lista di e-mail? Quella avrai.

Ma cosa ci farai?

Il fine è sempre quello di creare un contesto relazionale dove i tuoi potenziali clienti, educati correttamente, potranno acquistare il tuo prodotto o servizio ad un prezzo elevato e percependolo come un affarone.

Se fermi una persona per strada e proponi un corso a 300 euro, probabilmente scapperà a gambe levate.

Se quella stessa persona viene a un presentazione gratuita e riesci a farle comprendere che il valore di ciò che offri è di 3000 euro, 300 sarà un prezzo decisamente accettabile.

Internet funziona proprio in questo modo: non concentrarti solo su qualche routine preconfezionata, usala per far percepire alla tua lista il valore di ciò che fai, mentre crei con i tuoi followers una relazione di fiducia.

E poi mantieni le promesse.

Marco De Filippo








martedì 22 novembre 2011

Vendere o non vendere?

Un velocissimo (poi ho un'ora di coaching) post su come proporre il proprio servizio dopo una prima lezione.

Molto spesso offro ai nuovi clienti una sessione di lavoro gratis (molto raro) o a prezzo scontato prima di iniziare un percorso di coaching insieme.

Potresti pensare che l'obiettivo sia quello di proporre il mio servizio in un contesto maggiormente persuasivo e, in effetti, è proprio così'.

Ma non solo.

Non mi piace lavorare con tutti e la sessione mi serve per scoprire se il potenziale cliente è in linea con me o meno.

Nel tempo ho creato il mio personale stile di lavoro e mi sono reso conto di come esista un equilibrio fra vendere e non vendere, una via di mezzo ottimale che facilita enormemente la chiusura.

Vendere indirettamente (ossia senza vendere) è lo stile che prediligo: quello che faccio e condurre per mano il cliente in un'esperienza che renda per lui disponibile, qui ed ora, lo stato interno che avrebbe se l'obbiettivo fosse già stato raggiunto.

Solo in una seconda fase sprono il cliente a decidere e a farlo immediatamente o il prima possibile (crea sempre un time bridge, un ponte temporale: "ci sentiamo lunedì verso le 14.00 per la conferma, aspetto la tua chiamata, intanto ti tengo da parte l'ora che hai scelto per il nostro primo incontro").

Se sei troppo "markettaro" prova a pressare meno e a raccontare di più.

Se sei troppo morbido, ricordati che alcune persone, anche quando sono soddisfatte di te, non sono molto brave a decidere autonomamente.


Marco De Filippo







venerdì 18 novembre 2011

A volte meglio fare meno...

Ti stai dando da fare per diventare coach ma il viaggio non è piacevole come ti aspetteresti?

Pensi di riuscire a fare solo la metà di quello che vorresti fare?

Sei convinto che sarebbe meglio fare di più?

A volte... meno, è meglio.

....te ne parlo qui:

http://www.esprimitestesso.com/2011/11/non-sempre-e-meglio-fare-di-piu.html


Marco De Filippo






mercoledì 16 novembre 2011

Coaching: il prodotto perfetto attirerà i clienti?

Nel campo della consulenza, i neofiti, attuano spesso un'equivalenza complessa  fra il livello di eccellenza del servizio o del prodotto che propongono e il numero di clienti che riusciranno ad acquisire.

A partire da questa convinzione, chi è agli inizi, prende decisioni che non sempre si rivelano efficaci; 

...un esempio? 

Spendere molto denaro per arredare il proprio studio aspettandosi che quest'ultimo si trasformi in una specie di magnete attira clienti. 

Dar vita a un contesto accogliente, che valorizzi ciò che facciamo è certamente utile, ma, soprattutto all'inizio, non è essenziale (conosco molti coach che lavorano nei bar, a casa propria o del cliente, in uno  studiolo di 20 metri quadri o nelle lounge degli alberghi).

Mi spiego meglio.

Conosci qualcuno che ritieni essere meno abile o competente di te ma che possiede un pacchetto clienti molto superiore al tuo?

Può farci arrabbiare, può dare fastidio ma la realtà dei fatti è che l'eccellenza o la scarsità della nostra prestazione la decide il cliente, e lo fa a partire dalla relazione che abbiamo avuto con lui ancor prima che si avvalesse della nostra consulenza.

Almeno all'inizio, il 99% è relazione e 1% è prodotto. 

Solo quando hai raggiunto la massa critica la tua bravura attirerà nuovi clienti: apportando benefici alle altre persone e facendo leva su uno dei bisogni che gli esseri umani hanno, quello di condividere le proprie esperienze, attirerai nuovi clienti attraverso quelli che hai già, attraverso le presentazioni dei tuoi corsi o attraverso il materiale gratuito (o a pagamento) che hai distribuito. 

Le persone che "ci sanno fare" possono fondamentalmente proporre qualsiasi cosa: se l'esperienza per il cliente è magica, questa è eccellenza. 

Ricorda che:

1. spesso le persone non sono EDUCATE a percepire il tuo valore (educarle è compito tuo),

2. fino a quando non sono davanti a te, nel tuo studio o sul tuo sito, la tua competenza sarà invisibile.

In definitiva: non pensare a come "iniziare alla grande", pensa semplicemente a come fare le tue prime 20 ore, il prima possibile.

Marco De Filippo








martedì 8 novembre 2011

Vendita, coaching e catena di montaggio

Nel novembre 1886, Karl Benz deposita il brevetto imperiale tedesco numero 37435: è nata l'automobile.

La Benz-Patent Motorwagen era molto diversa dalle auto moderne: aveva solo 3 ruote, non superava i 20 km all'ora e somigliava a una carrozza.

Pochi anni dopo le catene di montaggio era già una realtà: automatizzare un processo complesso è la strategia più efficiente per ridurre i tempi e massimizzare i profitti.

Può sembrare banale ma se vuoi vivere di coaching cercando di "costruire la tua automobile" pezzo per pezzo, ossia cercando di trovare i tuoi clienti uno alla volta, ripartendo ogni volta da zero, non avrai vita facile.

La prima cosa da fare è progettare una catena di montaggio, un meccanismo ben oliato che porti clienti alla porta del tuo studio. Gli ingranaggi di questo meccanismo sono le altre persone, la pubblicità, le altre aziende, la associazioni ed in generale le tue relazioni.

Come fare per costruire un meccanismo come questo, partendo da zero?

Ogni singolo caso è diverso e per questo ho deciso di condividere con te solo alcune idee.

1. Assicurati di aver chiaro cosa vuoi fare, con chi, come, dove, quando e perchè.

2. Quali ingranaggi puoi gestire meglio? Denaro e pubblicità, internet, tempo, relazioni, qualche contatto influente, società partner? Se nessuno di questi, fai un passo indietro e chiediti: quali di questi canali posso implementare più velocemente, e come posso farlo, senza andare fuori strada ?(se vuoi fare il personal trainer e non ti conosce nessuno, lavorare come istruttore in palestra per un annetto avendo chiaro l'obiettivo finale, ossia creare relazioni, potrebbe essere indicato).

3. Se necessario sfrutta i i tuoi contatti attuali CHIEDENDO supporto, collaborazione... o i loro contatti. 

4. Inizia da un primo canale, uno solo, e fai dei test.

5. Sei tu il progettista: se mancano degli ingranaggi, devi crearli (inutile avvalersi del supporto di terze persone se non sanno come proporre il tuo prodotto o servizio; inutile creare un sito se non ti permette di creare relazioni con i tuoi potenziali clienti perché manca un autoresponder).

6. Automatizza e delega se ti è possibile. 

7. Se il sistema funziona, deve GENERARE nuovi contatti (lead generation). Se il meccanismo si ferma, potresti aver saturato quel contesto, oppure un ingranaggio, sul lungo periodo, ha smesso di funzionare.

8. Proponi un solo corso o prodotto ma secondo la logica a imbuto (a prezzo o impegno crescente).

9. Se necessario replica il modello, adatta e/o perfeziona.


10. Nel dubbio fai un test sulla prima idea che ti viene in mente: meglio agire che progettare all'infinito.

In definitiva, prima di tutto, progetta il tuo meccanismo, integra fra loro i tuoi canali quando è necessario, correggi il tiro strada facendo e, se il tutto funziona, perfezionalo fino a quando non raggiungi i risultati che desideri, altrimenti, progettane uno nuovo.

Al Coaching vero e proprio, penserai dopo: tanto, non c'è coaching senza clienti (o con qualche cliente causale).

Un abbraccio, Marco De Filippo







giovedì 3 novembre 2011

Essere un coach giovane...

Spesso ricevo questa domanda da parte di aspiranti e giovani coach:

"Essere giovani è uno svantaggio?"

Di solito la mia risposta è:

"Puoi sempre aspettare i 50 anni... 
...e iniziare senza esperienza".

Ho 30 anni...

...e quasi tutti i miei coachee sono più grandi di me. 

Spesso i miei nuovi clienti, alla prima seduta, mi chiedono quanti anni ho... e la cosa interessante è che non mi sono MAI sentito a disagio per questo: nemmeno una volta (anche perché spesso sono le stesse persone che alla fine mi fanno i complimenti per la mia preparazione, in relazione alla mia età).

Perché il fattore età non mi preoccupa?

Perché so INTIMAMENTE... SENSORIALMENTE... di essere abbastanza preparato, competente e svelto di pensiero e parola.

Non è una convinzione installata attraverso qualche strano sistema di sviluppo personale: semplicemente so che non appena inizierò la seduta, tutti i riferimenti del mio cliente, crolleranno.

Lo so perché la pratica nella realtà mi ha dato ragione più volte, confermandomi oltre le mie più rosee aspettative che se ami qualcosa e lo fai con enorme passione e attenzione al dettaglio, i risultati arrivano.

Ti faccio un esempio: ti stupiresti di vedere un ventenne insegnare a un sessantenne come si usa un personal computer o mac book? Le mie sensazioni, quando vendo il mio coaching, sono proprio queste.

Diventa competente, anticonvenzionale e unico nel tuo genere, quanto basta perché il contrasto con la tua età non faccia altro che confermare il tuo talento in quel campo: allora, la tua faccia senza rughe, ti porterà solo complimenti.

Questo tipo di competenza, ovviamente, non si sviluppa solo sui libri: pratica, pratica, pratica, lascia perdere i libri per un po' e PRATICA. Pratica più che puoi, fosse anche solo con un amico su msn (in questo modo ho iniziato a lavorare come coach con più di 1000 ore di pratica all'attivo, e non finirò mai di ringraziare chi mi è stato di aiuto in quegli anni... facendosi aiutare ).

Visto che mi piacerebbe lavorare con qualche coetaneo, fino al 10 di novembre, se hai meno di 35 anni, acquistando:

"Vivere di Coaching": http://www.viveredicoaching.com/p/diventare-coach-avere-clienti.html

...riceverai in regalo due sessioni di coaching della durata di 60 minuti l'una sui temi trattati nell'audio (al posto del bonus di 30 minuti).

Per il resto, un abbraccio,

Marco De Filippo






mercoledì 26 ottobre 2011

Vendere il coaching: i falsi miti

Moltissimi aspiranti coach, alla ricerca di clienti, hanno completamente smarrito la causa/effetto fra ciò che fanno e i risultati che ottengono.

Quando parlo con loro scopro che molti hanno una visione distorta e non rispettano il rasoio di occam.

Ecco alcuni esempi:

Cliente: non trovo clienti perché in questa zona il coaching non vende.
Marco: infatti non devi vendere il coaching :)

Cliente: applico le tecniche di vendita ma non chiudo, probabilmente devo migliorarle...
Marco: no, probabilmente non funzionano perché mancano le fondamenta (o non funzionano e basta!).

Cliente: ho cercato clienti in lungo e in largo spiegandogli la PNL ma nulla, le persone non hanno abbastanza consapevolezza per capire!
Marco: le persone sono abbastanza consapevoli del fatto che della PNL non gli interessa nulla... e se ti chiedi come fanno quelli che vivono con i corsi di PNL e come farlo in 3 mesi la mia risposta è: hai 50 o 100.000 euro da investire?

Cliente: ho aperto un sito da 1 mese, ci scrivo una volta ogni 10 giorni; non vendo prodotti, sto solo aspettando che arrivino i clienti per il coaching...
Marco: aspetta e spera...

Cliente: posso farcela da solo, devo solo credere in me stesso...
Marco: potrebbe non bastare...

Cliente: vorrei fare questo, codesto, quello e quest'altro... e intanto promuovere 5 o 6 corsi...
Marco: ...e probabilmente non porterai a termine nemmeno una di queste cose...


Alla prossima con altri falsi miti!

un abbraccio,Marco De Filippo






venerdì 21 ottobre 2011

Sbagliare e coaching

Ciao,

Se sei iscritto alla mailing list, avrai ricevuto, qualche giorno fa, una e-mail in cui regalavo una seduta gratuita a chi mi avesse contattato entro 24 ore.

Ma non è di questo che ti voglio parlare.

Nello scrivere l'e-mail ho commesso un errore, invece di: "giovedì 20 ottobre", ho erroneamente scritto: "venerdì 20 settembre".

Dopo questo mio errore ho inviato una seconda e-mail in cui correggevo il tiro e mi scusavo per l'errore.

So che alcuni marketer italiani sbagliano apposta, e adesso capisco il perché :)

Da quel momento ho ricevuto un sacco di e-mail da parte di follower che ancora non conoscevo...

Mettere in luce i propri errori è un modo per dimostrare al mondo che non ci crediamo "migliori" o "infallibili", (ma poi, perché esserlo?) e credo che questo aggiunga credibilità ad una figura, quella del coach, che per qualche ragione viene accomunata ad una specie di "guru moderno", molto simile al protagonista del film "senza limiti" che con una pillola diventa una specie di super eroe "real life".

Il 5% dei partecipanti alla lista sono stati abbastanza veloci e ci conosceremo su skype per una lezione gratuita, bene... ma non finisce qui.

Ci sono state alcune cancellazioni (certamente dovute alla doppia e-mail), e questa seconda parte è quella per me davvero interessante.

Fino a quando ricevevano una mail a settimana, alcuni follower, semplicemente la ignoravano; ma ricevendone due in un giorno, qualcuno ha finalmente preso la sua decisione.

Molto probabilmente, chi si è cancellato, non era in linea con me: ha preso una decisione che, forse, rimandava da tempo.

Se gestisci una mailing list, sai che le cancellazioni sono assolutamente (e statisticamente) normali, anche quando fai tutto al meglio delle tue possibilità.

Inviare il mio materiale solo alle persone che desiderano avere a che fare con me, con tutti i miei pregi e con tutti i miei difetti... e non disturbare MAI chi invece sta cercando altro, per me è un grande successo.

Grazie a tutti: sia a chi ha preso, sia a chi ha letto, sia a chi ha lasciato.


Marco De Filippo







mercoledì 19 ottobre 2011

Lo strumento di marketing più efficace

Scrivo questo post in risposta a una e-mail che ho ricevuto oggi; la domanda è:

"Qual'è lo strumento di marketing più efficace?"

Internet? Adwords? Facebook? I volantini?

Nessuno di questi.

Lo strumento di marketing più efficace (in particolare nel settore del coaching, training o consulenza) è qualsiasi strumento usato con l'intento di "creare relazioni".

L'errore numero uno nell'internet marketing è proprio questo: creo un sito, propongo i miei prodotti o servizi, e aspetto che accada qualcosa.

In realtà, l'intero marketing, soprattutto quando sei in una fase di start up, dovrebbe ruotare intorno al creazione di una solida relazione con i tuoi clienti.

Ti faccio un esempio.

Se apro un sito e il mio obiettivo è vendere il mio servizio, tutte le mie scelte ruoteranno intorno a quest'idea. Ma se sono un consulente, e la potenza del mio brand è 0, i risultati potrebbero essere scarsi (oppure buoni, ma a prezzo di un'enorme quantitativo di energia, tempo e/o denaro).

Se apro un sito e il mio obiettivo è creare relazioni, ciò che farò sarà "educare" il mio cliente all'acquisto del mio servizio (prodotto o corso) e venderò da QUESTA angolazione.

I tuoi clienti sono PERSONE e come tali vogliono essere trattati.

Una volta costruita un struttura relazionale solida, online oppure offline, potrai  proporre prodotti o servizi a prezzo crescente: il famoso "imbuto".

Domanda: vendi o crei relazioni? E se le crei, quali sono i criteri che puoi monitorare per sapere se le stai curando quanto devi... oppure no?


Marco De Filippo







lunedì 17 ottobre 2011

Coaching: cosa puoi imparare da Tesla ed Edison

La storia la conosciamo: Tesla, il genio incompreso morto da solo e senza un quattrino, ed Edison ottimo scienziato...

...ed eccellente marketer.

Tesla, come molti altri geni del suo tempo, creava... ma ufficialmente, molte invenzioni, venivano attribuite ad Edison, famoso anche per i "1000 tentativi per inventare una lampadina".

Vivere di coaching, come libero professionista, significa essere un po' Tesla un po' Edison.

Significa svegliarsi un mattino e avere un'idea geniale, come diceva Tesla: 

"Il denaro non ha tutto quel valore che gli uomini gli hanno attribuito. Tutto il mio denaro è stato investito in esperimenti, permettendomi di giungere a scoperte che hanno contribuito a migliorare la vita dell'uomo".

Significa lavorare immersi in questa energia creativa e dar vita a un nuovo corso, audio, ebook. (io sono sempre stato al 90% Tesla e al 10% Edison... e negli anni, molte mie idee sono state sfruttate da qualcun altro. Poi ho imparato :) ).

Poi arriva il momento di promuoverlo, proprio come farebbe Edison, l'uomo della frase:"il genio è 1% ispirazione e al 99% sudore".

Il valore delle idee dipende ANCHE dal metterle in pratica.

Pensaci, se hai un sacco di progetti che rimarranno nel reame delle possibilità, ed inizia a muoverti.

Sii un po' Tesla e un po' Edison.

Marco De Filippo






giovedì 13 ottobre 2011

I fondamentali per vendersi come consulente

Se hai mai praticato arti marziali, sai quanto i maestri insistano sui fondamentali: la tecnica magica è il sogno dei principianti, i maestri ricercano la perfezione nella semplicità dei movimenti base.

Ed allo stesso modo, quando si parla di vendere se stessi, senza i fondamentali, non si va molto lontano.

Quali sono questi fondamentali?

Competenza,

Chiarezza d'intenti,

Saper vendere la propria unicità,

Estrema conoscenza del nostro cliente tipo e di tutto ciò che lo riguarda,

Fiducia nei propri mezzi e nell'efficacia del nostro coaching 

Carisma e capacità di fascinazione,

Abilità nel creare relazioni,

Saper usare i moderni strumenti di marketing.

Molte persone non vivono di coaching semplicemente perché non hanno sviluppato almeno 1, 2 o 3 di queste abilità ad un livello d'eccellenza.

Nella maggior parte dei corsi di marketing, insegnano solo alcune di queste abilità, senza considerare la possibilità che, forse, per alcuni dei partecipanti, la strada migliore sarebbe un'altra.

Se vuoi imparare tutto questo, io ti consiglio:


In ogni caso ti lascio con una semplice idea:

Per prima cosa, prendi il settore di cui sopra nel quale sei più bravo e porta all'eccellenza quello.


Un abbraccio, Marco De Filippo






lunedì 10 ottobre 2011

Farsi aiutare e coaching

Ciao, questo è un brevissimo aggiornamento nel quale vorrei parlarti dell'arte di farsi aiutare.

Che tu sia coach, trainer, formatore... sono certo che, spesso, provi piacere nell'aiutare gli altri.

Tuttavia, alcuni di noi commettono l'errore di non volersi far aiutare a propria volta.

qui:


Ho scritto un breve post su questo argomento.

Ti lascio con una semplice domanda:

Hai già pensato a chi appoggiarti per diventare coach?


Marco De Filippo








venerdì 7 ottobre 2011

Creare relazioni, il carisma e 3 casi di studio

Se c'è un'abilità che ho riscontrato in TUTTI i miei mentori, nel campo della PNL e sistemi affini, teatro e improvvisazione e seduzione era certamente la capacità di creare relazioni.

Ricordo tre casi in particolare:

Un mio amico che ha l'innata capacità di coinvolgere le persone in tutte le attività che propone, anche le più folli: riesce a farlo perché sfrutta ogni occasione ed è totalmente coerente con il suo intento. 
Se dovessi definirlo direi: intraprendente, organizzato, narciso.

Uno dei mie mentori che, soprattutto grazie a un talento innato è diventato un punto di riferimento per un'intera community (reale e virtuale): è semplicemente un mostro in termini di abilità e capacità e non ha paura di mostrarlo. Se dovessi definirlo direi: talentuoso, controcorrente, tutto d'un pezzo.

E poi c'è una terza persona a cui devo molto, che riesce sempre a portare valore alla vita degli altri in un modo talmente piacevole e soprattutto anticonvenzionale da risultare irresistibile... Se dovessi definirlo dire: amichevole, integro, cantastorie.

Il primo è un trainer, il secondo un mentore e il terzo un coach... e potrà sembrarti strano ma sono persone completamente diverse l'una dall'altra: 

Ognuno di noi esprime un diverso colore di carisma!

Il fulcro del personal brand è proprio il carisma, ed il carisma si può sviluppare ma richiede un lavoro su stessi che non è limitato a una singola tecnica, idea o concetto: la strada maestra è la pratica.

Il carisma è lo stato dell'arte dell'esprimere di se stessi (nei prossimi giorni scriverò un post sull'argomento), ed uno dei capisaldi del carisma è la capacità relazionale (e te lo dice uno che l'ha dovuta sviluppare!!!)... che deve essere del colore che più ti rappresenta.

Quindi, se vuoi iniziare una pratica costante e diventare un maestro nel creare relazioni, allora questo audio:


...può fare al caso tuo.

Intanto ti lascio un esercizio, prendi un foglio di carta e scrivi 10 righe che rispondano a queste domande:

1. Cos'è c'è di positivo in te che il mondo non ha ancora visto?

2. Come devi essere e quali abilità ti servono perché questo tuo talento diventi visibile?


http://crearelazioni.blogspot.com/


Marco De Filippo







giovedì 6 ottobre 2011

Coaching e comunicazione per trovare clienti

Quando facevo le scuole elementari avevo un amico che aveva la straordinaria capacità, per la sua età, di vendere qualsiasi cosa: figurine dei calciatori, le "cassette del nintendo" ed altro.

Alcune persone sviluppano precocemente la capacità di fare "marketing", altri volenti o nolenti devono imparare a farlo, ed altri ancora non percepiscono sensazioni molto positive quando si parla di "vendita".

La buona notizia è che per vendere il proprio coaching non è necessario fare i "markettari" o usare tecniche di vendita complesse.

Perché parlo di comunicazione?

Perché mi rendo sempre di più conto di quanto la capacità di creare relazioni rappresenti il termometro del successo in questo campo.

Vorrei farti una domanda: il tuo sistema e la tua rete di relazioni ti supporta?

Ti aiuta a realizzare il tuo sogno di coach... lo ignora... o addirittura ti rallenta?

Ti sembra di scivolare sulla neve fresca... oppure devi nuotare contro corrente?

Quanto è facile per te creare nuove relazioni?

Se la risposta a queste domande non è positiva... è arrivato crea relazioni, se vuoi approfondire:



Marco De Filippo









lunedì 3 ottobre 2011

Facebook ADS: trovare clienti con campagne geolocalizzate

Questa è la prima parte del mini corso su facebook ads, uno strumento abbastanza utile se vuoi trovare clienti nella tua città... date un centinaio di premesse :)

Facebook ads è la piattaforma PPC (pay per click: paga per ogni click che ricevi) di Facebook.

Semplificando, crei un annuncio, i potenziali clienti che stanno socializzando su facebook lo vedono (in una specifica barra sulla destra del social network) e, se sono interessati, cliccano e finiscono su una tua pagina (un sito internet esterno o direttamente localizzata su facebook) dove possono trovare ora un blog, ora del materiale gratuito, qualche volta del materiale a pagamento.

Per iniziare con ADS ti basta una postepay o un conto paypal da quale facebook possa attingere: infatti, per ogni click che riceverai, oppure, se preferisci, ogni 1000 visualizzazioni del tuo annuncio, pagherai un tot (generalmente compreso fa 0,05 e 1 euro).

Uno dei modi, anzi direi l'unico modo, in cui utilizzo ADS e per creare campagne geolocalizzate specifiche: costano meno ed hanno un miglior rendimento. 

Di cosa si tratta?

Su ADS puoi fare in modo che i tuoi annunci (quelli di cui parlavamo prima) vengano visualizzati solo ed esclusivamente da persone che corrispondono a determinati criteri, ad esempio:

Che abbiano una certa età, o un'età compresa in uno specifico range;

Che abitino in una determinata città o a 16, 40 o 80 km da una determinata città (o più di una);

Che siano uomini, donne o di ambo i sessi;

Che siano finzati, single, sposati o una qualsiasi di queste possibilità;

Che siano laureati o diplomati, magari in una particolare università, oppure una qualsiasi altra possibilità;

Che abbiano una determinata categoria di interessi, ad esempio "coaching" o "yoga".

Ad esempio, se vuoi, puoi far si che tutte le persone che abitano entro un raggio di 16 km da Milano, di età compresa fra i 25 e i 40 anni, e che sono appassionati di Yoga, medicina energetica, meridiani o reiki, debbano ricevere il tuo annuncio su un corso di medicina tradizionale cinese che terrai due mesi dopo; dopo il click, ad esempio, finiranno sulla pagina di promozione di un prodotto gratuito che introduce al corso che terrai qualche mese dopo.

Il primo esercizio è quindi questo:

...c'è qualcosa che vuoi proporre, un corso, un prodotto o un servizio, nei prossimi mesi?

E se sì:


Descrivi il l'acquirente tipo di questo corso, prodotto o servizio...

Ne riparliamo nei prossimi giorni.
Un abbraccio,Marco De Filippo






venerdì 30 settembre 2011

Idea 2: Diventare mediatore e conciliatore civile

Non è una vera e propria consulenza, coaching o formazione ma, trattandosi di una professione parzialmente affine, ho deciso di toccare comunque l'argomento: parlo del mediatore e conciliatore civile.

Semplificando:

Da qualche mese, allineandosi alle direttive europee, anche l'italia ha ufficializzato la figura del mediatore e conciliatore civile.

Cosa fa il mediatore? Media :)

Fondamentalmente si occupa di mettere d'accordo le controparti (prima che lo faccia il tribunale) trovando un'opzione che garantisca un vantaggio ad entrambe, aldilà del concetto, spesso vetusto del "se ho ragione io ha torto lui".

Per diventare mediatore ti serve:

Una qualsiasi laurea triennale (o più) o l'iscrizione a un'albo professionale, ed un corso di una cinquantina di ore da svolgere in due week end, con un piccolo esame finale.

Aldilà delle norme, delle leggi e dell'etica professionale, nel corso insegnano l'arte della negoziazione (credo stile Harward, quello che insegno ai miei clienti per gestire le diatribe lavorative, se ti interessa impararlo contattami qui: marco.dfl@tiscali.it).

Sebbene si tratti di una professione nuova e quindi la normativa potrebbe cambiare in futuro, per ora, esiste un organo competente il cui compito è proprio quello di assegnare ad ogni mediatore le cause che mano mano si presentano.

La mediazione è obbligatoria per tutte le cause civili fino a 5 milioni di euro, ma non in tutti i settori.

In definitiva, se ti piace negoziare, hai buone abilità dialettiche, vorresti che qualcuno si occupasse di trovarti i clienti ma sei pronto a prenderti la responsabilità del risultato, sai mantenere il silenzio e rispettare la privacy, puoi spendere 3-4000 euro, e hai già altre fonti di reddito (per ovvie ragioni), questo lavoro può fare al caso tuo.

Se invece vuoi iniziare a lavorare con le tue passioni e con una spesa di gran lunga inferiore, diventando coach, trainer o formatore... puoi seguirmi qui


Marco De Filippo











Info marketing

Info marketing significa "vendere conoscenza ed informazioni"... che migliorino la qualità della vita.

Un esempio? Crei un e-book su come vincere la paura dei Macachi :) e lo vendi online, in formato digitale, a chiunque desideri beneficiarne.

Così, guadagnando online in modo del tutto automatico, raggiungi la libertà economica.

Fine?

Magari! :)

Anni fa c'era una leggenda secondo cui sarebbe bastato scrivere un ebook su un qualsiasi argomento di nostra competenza per guadagnare migliaia di euro al mese (a proposito... ma perché gli autori non facevano mai i conti al netto delle tasse?).

Perché era una leggenda?

Perché, almeno oggi, non funziona così (a meno che non inizi a scrivere per i soliti noti, ma se fai da te, le cose stanno diversamente).

Oggi il livello di produttività che è richiesto, non è diverso da un qualsiasi altro lavoro, e non basta un solo prodotto, ma occorre relazionare prodotti e servizi in modo da generare un imbuto, una "scala del sì", grazia alla quale, a mano a mano che il tuo cliente ti conosce, inizia ad acquistare sempre più materiale, a partecipare ai tuoi corsi e, alla fine, investe nel tuo coaching.

Ecco un esempio di produttività , oggi devo:

1. Scrivere 3 post su 2 blog,
2. Finire un prodotto (registrare 20 minuti + almeno 1 o 2 ore di editing)
3. registrare del materiale gratuito (di circa 2 minuti)
4. scrivere una pagina di vendita per un prodotto
5. preparare la strategia di marketing per questo prodotto (creare un ebook, le e-mail, la strategia di attesa)
6. creare un video con camtasia da proporre su facebook come pagina di lead generation.

Immagina di dedicare 3-5 giorni a settimana a fare questo, e di farlo per 1, 2 o 10 anni... alternando tutto questo con le sedute di coaching, e un po' di burocrazia.

Questo è il vero info marketing (fai da te).

E tu, cosa devi fare oggi?
Un abbraccio, Marco De Filippo






lunedì 26 settembre 2011

Attrarre nuovi clienti? Questione di potere.

C'è tutta una branca del business che insegna ad attrarre clienti cambiando il modo di pensare. A me, come strategia, sembra piuttosto incompleta.

Personalmente, ho sempre cercato di volare con i piedi per terra.

Non è il pensiero a creare la nostra realtà... e spesso nemmeno le azioni bastano.

Prova ad immaginare:

hai un potenziale cliente davanti a te, ma non noti i suoi segnali, non sai cosa raccontargli, non sai come direzionare la conversazione, sei teso, magari gestisci le obiezioni come ti hanno insegnato in qualche corso, ma quando non funziona... vuoto dialettico: non hai l'estro creativo per gestire questo tipo di empasse.

Pensi che in queste condizioni riusciresti a concludere qualcosa?

Ciò che crea la nostra realtà si chiama POTERE, e uso questo termine nella sua accezione positiva.

Ed il potere trova la sua genesi nelle sensazioni che provi e nelle tue abilità, contemporaneamente.

Insegno in prima persona l'importanza del lavoro su se stessi, tuttavia mi riconosco molto nell'idea di Bruce Lee: ragione ed istinto devono combinarsi in armonia.

Che puoi leggere come:

"Se stai a casa a sognarli, hai meno probabilità di trovare clienti del tizio che va in lavanderia"

Quando scrivo un post come questo la mia più grande difficoltà è quella di far comprendere alle persone quali siano le abilità che devono sviluppare: non siamo abituati a portare l'attenzione ai dettagli.

Tempo fa ho completato il training m.e.t.t. 2 di Ekman, e oggi ci ripensavo: ho sempre fatto molta attenzione alla capacità di osservare, notare, memorizzare, testare e raggiungere obiettivi comunicativi.

E' un'abilità, una sensibilità che si può sviluppare e che parte da un modo di essere e diventa un modo di fare.

Per questo non ti suggerisco mai: "fai questo e troverai nuovi clienti".

Il lavoro che faccio fare è quasi teatrale, parte da dentro ed esplode all'esterno.

Se non hai i fondamentali, dovrai svilupparli, e questo è un passo precedente all'acquisizione clienti.

Io per te posso essere un acceleratore e posso insegnarti qualcosa che altrimenti impiegheresti molto più tempo ad imparare; oppure puoi farlo da solo.

In ogni caso, il punto non è come trovare un paio di clienti e poi ricominciare la ricerca ma:

"come posso trovare clienti per il semplice fatto di essere e di comportarmi in un determinato modo?


Leggila bene questa frase: significa sviluppare PRONTEZZA, ABILITA' COMUNICATIVA e ATTENZIONE AI DETTAGLI oltre che competenza.

Non si tratta di fare sforzi o camminare su carboni ardenti: si tratta di operare efficacemente nel mondo... anche quando vai in lavanderia. Come?

Ancora qualche ora e lo saprai.

Stay tuned.


Marco De Filippo







sabato 24 settembre 2011

Coaching, training e consulenza: gestire un blog

Gestire un blog non è difficile, se non fosse per un dettaglio: scrivere.

Scrivere su un blog richiede creatività e competenza ancor prima che abilità linguistica.

Se desideri rendere pubblico il tuo primo blog, dovrai prepararti a scrivere una volta alla settimana, o preferibilmente, una ventina di volte  al mese per un paio d'anni.

E ho notato che per molti è difficile farlo; mantenere l'attenzione su un argomento per un tempo così lungo (6 mesi o 2 anni), senza perdere di qualità, è qualcosa a cui non siamo abituati.

Ma soprattutto, prima o poi, gli argomenti non finiscono?

La risposta a questa domanda è: no! Per almeno 3 motivi.

1° motivo: più ti evolvi, fai esperienze ed aumenti le tue competenze, più sarà facile per te trovare ispirazione. Chi si occupa di coaching non dovrebbe avere problemi a scrivere su un blog per una vita intera... perché è dalla tua vita che prendi spunto.

2° motivo: non ti devi preoccupare della ridondanza. Il tuo messaggio deve essere ridondante: non importa se esponi la stessa idea da 100 angolazioni diverse, anzi è vivamente consigliato.

3° motivo: più scrivi, più diventi creativo. Ed in questo senso il blog è un allenamento anche per il coach: aiuta a riformulare le proprie conoscenze, ad espanderle, a sviluppare capacità di pensiero laterale, ecc.

Tuttavia, prima di aprire un blog, devi sapere dove ti porterà.

E se vuoi evitare di perdere una marea di tempo dietro un blog anonimo, generalista o che non valorizza la tua figura: i segreti per il successo nel coaching (ps. evvai! Anch'io parlo di segreti!)


Marco De Filippo