domenica 21 novembre 2010

Lavorare come coach? E la passione?

Coaching significa prima di tutto lavorare su se stessi; prendere la decisione di farne un lavoro è un momento decisivo, uno spartiacque che rappresenta la fine di un viaggio, come lo definirebbe Joseph Campbel e allo stesso tempo una nuova, entusiasmante partenza.

Come avrai capito, oltre a lavorare sulle competenze dell'acquisizione clienti mi concentro anche sul "punto di partenza" a partire dal quale gli aspiranti coach cominciano il loro viaggio: è per me essenziale dotarti, se già non lo possiedi, di una "propulsione", un reattore che ti spinga naturalmente nella tua direzione, verso il tuo intento.

Nel mio approccio all'evoluzione personale i desideri sono messi a dura prova e solo quelli realmente solidi, profondamente personali, ed intimamente connessi con la nostra natura sopravvivono al confronto mentre tutti gli altri vengono annicchiliti, come nello scontro fra materia e antimateria: Boom!!

Spariti.

Sopravvivono solo i desideri che reggono il confronto con le sfide, facendole sembrare piccole, o sciocchezze rispetto alla propulsione che ci muove: sono questi i sogni che tirano fuori il nostro talento.

Perché è importante questa propulsione?

Lavorare come coach significa fare del marketing di se stessi, farsi conoscere, dedicare del tempo anche ad attività che sono solo parzialmente collegate con il coaching.

Vivere di coaching ti insegna a moltiplicare i momenti in cui ti dedichi a quello che ami,  tuttavia, lungi da me fare "l'iconoclasta" del motto "lavora con le tue passioni", e importante ricordare che qualsiasi lavoro dichiede di sUpportare un certo grado tensione che, quando fai una cosa solo per passione, non è presente.

Oggi  ripensa alla tua passione, a quello che ami fare, al coaching; entra in contatto con te stesso fino ad ottenere quel "senso del corpo" che hai quando dentro di te SENTI DI ESSERE UN COACH e chiediti: sono in grado di "supportare" l'incertezza che ne deriva, lo studio, mettermi alla prova, sedermi davanti al mio primo cliente...?

Attenzione! Non voglio "spaventarti", anzi, credo che sia necessario mettersi in gioco PRIMA di essere totalmente pronti e sbagliare tranquillamente (perché non si è mai sufficentemente pronti!), quello che voglio suggerirti è di mettere alla prova il tuo desiderio: se la tua propulsione è forte, magari ci sarà qualche timore ma non potrai -letteralmente- fare a meno di andare fino in fondo!


Un abbraccio, Marco De Filippo




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