martedì 19 ottobre 2010

Diventare coach

Diventare coach non equivale a fare una scuola di coaching, avere un master o dei certificati.

La maggior parte delle persone che vogliono diventare coach concentrano tutte le energie nei corsi di formazione, nello studio e sui libri.

Ed una volta diplomati, già si immaginano di conquistare il mondo... per poi scoprire che non è così facile proporsi.

Per la maggior parte dei coach (che conosco) sembra non arrivare mai il momento di mettersi in gioco e, a mio avviso, l'origine di questo blocco è localizzata nell'idea del "coach superuomo", che sa sempre quello che fa e non commette mai errori.

La frase tipica? Eccola: "non cercherà clienti fino a quando non sarò perfetto!".

Mettersi in gioco significa anche sbagliare, imparare e adattare.

La sai una cosa? Se vuoi diventare coach, un bravo coach, probabilmente anche tu dovrai fare qualche errore! Per poterti perfezionare hai bisogno di fare esperienza sul campo: in definitiva trovare nuovi clienti significa anche diventare un coach migliore.

Vuoi diventare coach? Inizia a fare il coach, oggi, non domani. Così si diventa bravi. Per me che sono uno spirito libero è evidente... ma molti preferiscono aspettare che sia l'autorità competente a digli: "ecco, ora sei pronto".

Non importa quante volte proverai "le tecniche" nei corsi di formazione o su te stesso: gestire il cliente seduto lì, davanti a te, è un'altra cosa. Prima inizi, meglio è. Per me, questo significa essere, fare... diventare coach (counselor, allenatore, consulente... quello che vuoi): 

Guidare il tuo coachee verso il successo significa generare viralità e, senza dover far nulla, avrai nuovi clienti alla porta del tuo studio (o della casa al mare, se preferisci farlo lì, in quel caso invitami :) ).

Al di là dell'aspetto economico e del tuo talento, solo se vivrai di coaching potrai diventare un ottimo coach, che, di riflesso, significherà avere sempre più clienti, senza sforzo.

Un abbraccio, Marco De Filippo





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