lunedì 28 maggio 2012

Acquisire clienti e trucchi gratis

Uno dei miti dell'acquisizione clienti e dell'internet marketing è il mito dei "trucchi" per acquisire clienti.

L'idea alla base di questo mito è che esista qualche idea segreta che permetta a chi vuole trovare clienti di attirarne quanti ne vuole senza alcun tipo di impegno o esposizione.

Quasi tutti i consulenti portano la propria attenzione su dettagli, a volte del tutto ininfluenti, che rappresentano soltanto la parte mersa dell'iceberg.

Se sei nella fase di ricerca "trucchi", allora ti invito a fermarti immediatamente perché stai perdendo una MAREA di tempo (ci sono passato).

Quale esempio?

Quali colore usare in una pagina di vendita o su un volantino? 

Usare le maiuscole oppure no?

Come scrivo quel titoletto?

Potrei fare questa affiliazione?

Questi dettagli, seppur importanti (ma che potresti testare da solo) spostano tutta la nostra attenzione sul singolo corso, sul singolo prodotto o sulla singola idea che vogliamo promuovere... ma qual è il progetto complessivo?

Se qualcosa non funziona sei in grado di capire cosa non ha funzionato, e perché? 

Sei in grado di operare distinzioni fra un caso e l'altro?

La maggior parte degli aspiranti coach vorrebbe iniziare la propria attività con un investimento pari a zero, preservando la propria immagine, il proprio denaro, la propria incolumità... ed è costantemente alla ricerca di un qualche espediente che gli consenta di "teletrasportarsi" dalla sua condizione attuale a quella di "coach professionista" senza passi o sforzi intermedi.

Questa ricerca li fa passare da un coach all'altro, da un prodotto all'altro (possibilmente gratuito) e, una volta che sanno già tutto, si convincono che non c'è via d'uscita quando, in realtà... sono solo estremamente CONFUSI.

Ci sono passato. Poi ho scoperto che usavo male quello che sapevo e che non VEDEVO quello che c'era perché cercavo quello che altri mi avevano detto di vedere.

Di fatto il trucco che i consulenti ti tengono nascosto è semplicemente uno:

produrre risultati nel mondo reale, nella giusta direzione, e aggiustare il tiro ad ogni passo. Fine.

Per poterlo fare però, hai bisogno di una serie di competenze trasversali:

abilità comunicativa, saper utilizzare diversi strumenti di marketing (anche solo ad un livello base), capacità di analisi, osservazione e conoscenza di modelli che ti permettano di compiere queste analisi con maggior precisione, l'abilità di continuare a muoverti verso quello che vuoi e di gestire al meglio critiche ed errori sapendo estrapolare informazioni...

Il modo in cui l'ho imparato? Ho investito nella mia formazione con coach che mi sembravano i migliori (e se erano troppo famosi scappavo alla velocità della luce!!) e ho personalizzato qualsiasi cosa imparassi attraverso un processo di apprendimento che non passa solo attraverso l'acquisizione d'informazioni ma anche attraverso una riorganizzazione delle informazioni che avevo per generare un modello sempre più preciso ed efficace per operare nel mondo.

Anche se è certamente possibile spendere poco, se investi correttamente il tuo denaro acquisirai clienti molto, molto, molto più velocemente.


Davvero, è molto più facile e sicuro di quello che sembra (e la cosa bella e che puoi iniziare con calma).

Se vuoi saperne di più, con una spesa minima di 37 euro una tantum, puoi regalarti la chiarezza di cui, forse, senti il bisogno: http://diventarecoach.blogspot.it/







mercoledì 23 maggio 2012

Professione coach

Tempo fa ho proposto alla lista (iscriviti nel modulo a destra: è gratis!) questo questionario:

le risposte mi hanno insegnato molto sui desideri ed i problemi che vivono quotidianamente sia gli aspiranti coach, trainers, e formatori che gli professionisti alle prime armi.

"Professione coach" è la risposta a questi dubbi e desideri: è un ebook di 153 pagine in cui ho sintetizzato tutto quello che serve per iniziare il viaggio che ti trasformerà in un coach professionista.

Se ne vuoi sapere di più puoi seguirmi qui:

dove trovi, oltre a questo, gli altri pacchetti formativi che propongo attualmente.

Un abbraccio,
Marco.




giovedì 26 aprile 2012

Coaching e partnership: ancora qualche idea

Se cerchi collaborazioni o partnership questa newsletter può interessarti.

Nell'ultimo periodo mi sono accorto di uno schema tipico che la maggior parte dei coach applica quando vuole trovare, senza esporsi a rischi, nuovi clienti, guadagnare, acquisire visibilità o porre le basi della propria attività: cerca qualcuno su cui appoggiarsi presentandosi come "pari".

"Potremmo collaborare e tenere alcuni corsi insieme! Ricontattami!".

Va bene, domandare è lecito e rispondere è cortesia ma, spesso i novizi non tengono minimamente conto del fatto che il valore che tornerebbe loro indietro è, quasi sempre, molto superiore rispetto a quello che  possono apportare al coach col quale vorrebbero instaurare una partnership.

Quando vuoi collaborare con qualcuno devi seguire delle regole! Vuoi sapere quali sono?

1. Sii chiaro e non girare intorno alle tue vere intenzioni con lodi e moine o parlando m,di un qualche  progetto segreto" di cui puoi parlare solo in altra sede. Quando un professionista nota questo schema fugge
perché pensa: "E quale vantaggio avresti per me? Allora tanto vale che mi chiedi di prenderti sotto la mia ala".

2. Metti in luce il valore che puoi apportare al coach o all'azienda con la quale vorresti collaborare (vantaggi economici, in termini di visibilità, ecc.). Devi avere già un'idea ben strutturata, non chiedere all'altro di strutturarla insieme a te (soprattutto se nemmeno ti conosce e ti presenti per e-mail).

3. Fai in modo che il tuo potenziale collaboratore debba lavorare il meno possibile.

4. Fai in modo che il risultato della tua proposta non danneggi il suo attuale business.

5. Proponigli qualcosa che lo lasci libero di esprimersi e di utilizzare il suo metodo di lavoro.

Come avrai capito, semplicemente, non puoi entrare nel mercato della consulenza appiccicandoti a qualcun altro che è più avanti di te ed al quale non porti vantaggi (a meno di essere un suo dipendente o coachee).

In questo caso, l'unica soluzione è investire tempo e/o denaro per imparare a camminare con le tue gambe.

Dipendiamo sempre dagli altri... ma in questo caso lo schema tutto italiano del  "mi passi i compiti" è da evitare.

Prova a pensarci.

Marco De Filippo.
www.viveredicoaching.com




venerdì 13 aprile 2012

Uno scuola autentica

Esistono tantissime tipologie di coaching, ma vorrei proporti una classificazione non esaustiva che strizza l'occhio a uno dei miei miti, Clare Graves.

Il coach "esecutore".

I suoi leitmotiv sono:

"guadagnare di più";
"guadagnare con internet";
"diventare ricco";
"essere il migliore";
"essere più bravo, più alto, più bello"...;

Questa tipologia di coach è attratto dalla psicologia come strumento per primeggiare sugli altri e, spesso, afferma che occorre solo "credere in se stessi". 

La mitologia tipica è quella del guerriero, del self made man, l'uomo che si è fatto da solo.

Contraddizioni tipiche?

Quasi mai è soddisfatto. Spesso finge di essere quello che non è; quasi tutta la motivazione che lo sprona ad agire è, per dirla in termini PNL, "via da". Pensa di non "bastare" così come è, e crede che prima o poi, a forza di migliorarsi, starà bene mentre, in realtà, gli sembra che manchi sempre un "pezzo".

Il tipico corso in cui lo trovi?

Quello dove ti insegnano il pensiero positivo, i corsi di "motivazione", sul forex e di PNL "tecnica" (ossia quella che ti insegna che, qualsiasi cosa capiti, devi fare l'esercizietto delle "submodalità" o applicare il "metamodello"... a  cavolo). Della serie "noi siamo i migliori, voi non siete nessuno".

Il coach "comunitario"

I suoi leitmotiv sono:

"vincere il proprio ego"
"affidarsi all'amore universale"
"vogliamoci bene"
"tutto è energia"

é attratto dalla psiche come strumento per  aiutare gli altri e cambiare il mondo.

La mitologia tipica è quella del Budda, del "guerriero di luce", del santo, dell'uomo che trascende se stesso e
del guaritore.

Contraddizioni tipiche?

Quasi mai è in grado di essere o fare ciò che professa e, prima o poi, impara che il mondo non si cambia così...

...e che fare coaching per aiutare gli altri... non è di aiuto agli altri.

Il tipico corso in cui lo trovi?

Quello dove insegnano a purificare i chakra, mentre l'energia kundalini discende e si risveglia la "coscienza 
cristica" (o cose di questo tipo, insomma) ma anche corsi di EFT e pratiche di medicina energetica o autoguarigione.

Personalmente sono stato sia l'uno che l'altro tipo di coach.

Qualche anno fa le cose sono cambiate e chi faceva ancora parte di uno di questi due gruppi pensava che fossi "impazzito" :)

L'intero sito vivere di coaching è organizzato intorno ad idee completamente diverse...

Chi sei?

Cos'è che mentre lo fai ti fa sentire
vivo?

Come puoi accettare totalmente chi
sei (l'idea di miglioramento personale,
da sola, genera l'effetto opposto)?

Come puoi funzionare al meglio proprio
perché sei te stesso?

"Cosa vuoi" che rifletta puramente chi sei,
libero da stereotipi?

Qual è il tuo talento?

Quale eredità vuoi lasciare?

Come puoi vivere in relazione alle
altre persone, rimanendo te stesso al 100%?

Quale stile di vita ti consente di essere così
e come puoi generarlo?

Soprattutto, come puoi superare le idee TENSIVE dei paradigmi precedenti (come: "voglio essere il  migliore" o "il mondo così com'è non va bene e va cambiato")?

Questo paradigma si chiama "autentico" ed è  questo quello che offro.

Se stai ancora cercando il "denaro, successo e potere" o se stai cercando "amore, consapevolezza e amicizia" mi dispiace, io offro solo la possibilità di allineare "chi sei" e "cosa fai" per ottenere quello che vuoi, con la profonda consapevolezza di vivere la vita perfetta per te.

E spesso, denaro, successo o amore sono effetti collaterali di questo modo di essere.

Un abbraccio da Marco.




lunedì 2 aprile 2012

Coaching, clienti e startup

Ciao;

ieri mi ha contattato via e-mail un collega disperato: non riesce a fatturare quanto dovrebbe ed il suo commercialista l'ha messo in guardia sui possibili rischi a cui sta andando incontro.

Moltissimi marketer ci motivano a credere nei nostri progetti, nei nostri sogni, e ci fanno credere che guadagnare con le nostre passioni sia facile e alla portata di tutti.

Probabilmente se lo facessi anch'io venderei il doppio. Ma non posso mentirti, la verità è che:

1. la maggior delle persone NON sono preparate e non sanno come strutturare un progetto che
funzioni e, senza un aiuto, iniziano male... o non iniziano proprio.

2. sapere come funziona adwords, facebook e un po' di PNL, è quasi del tutto inutile.

3. il 99% delle persone che mi contatta ha impostato male il sito, il marketing, il proprio branding ecc.
In alcuni casi mi devo mettere le mani nei capelli (e loro sono convinti di aver fatto le scelte giuste!!
Se lavori da più di un anno e non guadagni probabilmente NON le hai fatte). Non ci sono segreti, quando ti dirò dove stai sbagliano penserai "come ho fatto a non arrivarci da solo"?

4. l'80% delle aziende fallisce entro il terzo anno di attività.

5. fra poco, con il nuovo redditometro se fatturerai meno di 15-18.000 euro in un anno, non sarai in regola.

Allo stesso tempo, se abbandoni il tuo sogno, il tuo progetto o la tua vocazione, vivrai di rimpianti. Per me, è un'idea inconcepibile.

Proprio per questo sto preparando un nuovo progetto che si chiamerà "Coaching start up" ed include:

1 ore di consulenza al mese per 6 mesi, via skype, così suddivise:

1 o 2 ore: verifica impietosa sulla fattibilità del tuo progetto. Se non regge ti sconsiglierò di iniziare. In alternativa potremmo strutturarne uno a partire da "chi sei" (anche se credi di non avere sufficiente  ompetenza... che è quasi sempre l'effetto collaterale dell'essere partiti da un metodo invece che da se stessi).

1 o 2 ore: predisporre i passi da seguire e sapere in anticipo quali saranno le spese da sostenere
(e come aggirare le eventuali problematiche economiche).

1 o 2 ore: come strutturare la comunicazione e quali strumenti di marketing utilizzare (senza farla troppo facile...).

1 o 2 ore: come iniziare il tutto e monitorare i risultati sapendo sempre cosa fare, momento per momento.

Possibilità di contattarmi via e-mail per tutta la durata di "coaching start up".

L'audiocorso "vivere di coaching", 5 ore di registrazione dal valore commerciale di 197 euro

L'ebook in anteprima "professione coach", 150 pagine dal valore commerciale di 47 euro.

L'audiocorso "crea relazioni", dal valore commerciale di 47 euro.

Tutto questo per garantirti un risultato positivo con il minor rischio d'impresa possibile.

Non ho nemmeno creato una landing page perché penso che non sia necessario spiegarti quali siano i vantaggi di questa proposta.

Forse lo farò, ma non ora.

Per saperne di più iscriviti alla mailing list (trovi il modulo qui a lato!).

Un abbraccio da Marco.



mercoledì 15 febbraio 2012

Perché non trovo clienti?

Nel campo del coaching, training, consulenza o formazione, domandarsi il perché non si riesca a trovare abbastanza clienti per vivere con la propria passione, all'inizio, è abbastanza naturale. 

Allo stesso tempo, senza esperienza, non è così facile trovare una risposta valida, proprio perché non si conoscono tutti i risvolti che, la domanda in questione, implica. 

La buona notizia è che la soluzione esiste.

Se sai dove guardare, se hai il coraggio di chiedere aiuto o di impegnarti nella pratica e nello studio, alla fine, scoprirai che la risposta alla domanda: "perché non trovo clienti"  è, in realtà, incredibilmente semplice. 

L'arte di acquisire clienti, non diversamente da qualsiasi altra attività tu voglia apprendere, s'impara attraverso il giusto atteggiamento, la conoscenza e, infine, l'esperienza.


  • L'atteggiamento e la conoscenza si possono apprendere molto velocemente attraverso la relazione con chi è più esperto di noi.
  • L'esperienza, invece, è un effetto collaterale dell'azione e della conoscenza (è necessario che tu comprenda perché hai avuto successo, o meno). 

Atteggiamento, conoscenza ed esperienza, sono sempre e comunque il risultato dell'azione (ad esempio, iscriversi ad un corso quando si potrebbe starsene comodamente a casa propria).

L'azione, infine, è un effetto collaterale del desiderio e della modalità con la quale tentiamo di realizzarlo.

Se il tuo desiderio di trovare clienti e vivere con il lavoro che ami non è abbastanza forte, allora non posso fare nulla per te e ti consiglio di cambiare strada.

Se invece sei abbastanza motivato, ma sei ancora fermo (o ti sei fermato), ho scritto un post proprio per te: prova a dargli un'occhiata.

Ecco il link:

http://www.esprimitestesso.com/2012/02/procrastinare.html

Buona lettura.
Un abbraccio, Marco.



lunedì 6 febbraio 2012

Acquisire clienti, consulenza, ricambio.

In questo brevissimo post vorrei mostrarti perché, dal mio punto di vista, la consulenza nasconda una pericolosa trappola.

Immagina di avere 10 clienti che sono giunti alla porta del tuo studio attraverso il passaparola: non sono sufficienti a garantirti lo stile di vita che vuoi ma, tutto sommato, puoi viverci.

Immagina anche che le richieste di consulenza siano limitate a poche unità in un anno: il ricambio è, di fatto, piuttosto scarso.

Questa situazione, in particolare, nasconde delle insidie.

Lavorando 10 ore a settimana con i tuoi clienti diretti (e sono certo che questo ti richieda almeno 15 ore fra lavoro supplementare, spostamenti, una chiacchierata alla fine della sessione...), il tempo rimasto per il marketing di te stesso è piuttosto ridotto.

5 mesi dopo, alcuni tuoi clienti terminano il percorso di consulenza e il calo comincia a farsi sentire.

Per poter vivere di coaching non basta un certo numero di ore settimanali: occorre un ricambio, possibilmente automatizzato, di clienti.

Per generare questo ricambio dovrai lavorare prima di tutto come marketer oltre che come coach (perché in ogni caso, anche se lavorando bene, genererai passaparola positivo, quest'ultimo può essere comunque facilitato).

Se sei in questa situazione, ti prego di non sottovalutare queste idee o, come molti altri consulenti, prima o poi dovrai ripiegare su altre professioni.


Un abbraccio, Marco De Filippo



Corso di coaching

Lo ammetto:  sto pensando seriamente alla possibilità di aprire una mia scuola di life e business coaching.

Non è qualcosa che farò a breve, ma, come stai per scoprire, il mio know how è già disponibile.

Un corso di coaching, secondo me, dovrebbe toccare quattro tematiche approfondendole in modo piuttosto esaustivo; dovrebbe:

  1. insegnarti strategie, tattiche e tecniche del tuo settore, senza fossilizzarsi su un sistema.
  2. insegnarti a creare le tue strategie, tattiche e tecniche;
  3. insegnarti un modo di essere che ti consenta di operare sfruttando il pensiero laterale, obliquo...
  4. insegnarti come trovare clienti e come raggiungere la libertà economica (che è necessaria perché solo se il coach è sereno potrà aiutare veramente gli altri).
Insomma: deve essere all inclusive!

Forse inzialmente terrò solo un corso o alcuni corsi formativi per un ristrettissimo gruppo di persone.

Fino ad allora lavorerò privatamente come “mentore” e “supervisore” (sia dal punto di vista dell’acquisizione clienti che dal punto di vista della gestione e della consulenza al cliente), per chiunque voglia iniziare a lavorare come:

  1. life coach;
  2. business coach;
  3. altre forme di coaching;
  4. personal training.
L’investimento richiesto e la selezione saranno abbastanza importanti ma svilupperai tutte le conoscenze che ti servono senza dover partecipare ad una scuola, e lo potrai fare direttamente da casa tua, senza doverti spostare (non importa se sei di Roma, Bologna o Milano...).


Un abbraccio, Marco De Filippo.

PS.

L’e-book professione coach è in arrivo!


mercoledì 1 febbraio 2012

Coaching strategico: perché lo utilizzo?

La definizione di coaching strategico presuppone la conoscenza del significato del lemma “strategia”.

La strategia è la descrizione di un piano d’azione volto al raggiungimento di un obiettivo a lungo termine.

Per sua natura la strategia non si occupa dei dettagli, ma di grandi pezzi d’informazione.

Ti faccio un esempio eloquente: lo sbarco in Normandia e il conseguente posizionamento delle truppe americane nella seconda guerra mondiale, fu una scelta strategica.

Come affrontare i tedeschi ad Omaha Beach aveva più a che vedere con la tattica, mentre l’equipaggiamento ed il suo utilizzo aveva più a che vedere con la tecnica.

Molte persone quando impostano un piano d’azione per il raggiungimento di un obiettivo a breve termine, si concentrano sulla tattica e sulla tecnica, cancellando le informazioni relative al piano d’azione globale e generando così degli scompensi.

Ti faccio un esempio.

Mi capita spessissimo di lavorare con persone che faticano sia ad identificare cosa vogliono, sia a vivere questo desiderio ad un livello emozionale (in modo che il desiderio stesso funga da carburante motivazionale), ed infine, a sottomettere le decisioni di ogni giorno (ad esempio, cercare un lavoro ) ad una direzione a lungo termine (ad esempio, mettere da parte il denaro per vivere di coaching).

Inoltre le decisioni che molte persone prendono in un’area della propria vita, scompensano quelle relative ad un’altra area.

Nel mentoring che svolgo con gli aspiranti coach professionisti, questi scompensi si verificano molto spesso ed infatti, secondo me, non puoi diventare coach senza un piano d'azione a lungo termine (e ne parlerò in "professione coach").

Ecco perché la chiarezza rappresenta, dal mio punto di vista, la conditio sine qua non per poter operare con efficacia: il mio coaching ed il mentoring lavorano moltissimo sulla strategia.

Limitarsi alle risoluzione di problemi immediati, senza una strategia che ne motivi la risoluzione stessa, non ha alcun senso.

Purtroppo invece, a volte, ci riscopriamo a fare degli sforzi inutili quando, in realtà, basterebbe cambiare la nostra posizione (spaziale, temporale, psicofisica...), per ottenere immediatamente maggiori risultati.

Il mio consiglio di oggi è proprio questo: semplificati la vita.

Se, metaforicamente, il luogo dove ti trovi non ti supporta, puoi sempre andare altrove.

Un abbraccio, Marco De Filippo



martedì 31 gennaio 2012

Vendere infoprodotti, i trucchi del mestiere

Sono iscritto a moltissime mailing list e ho notato che molti marketer, per vendere i propri infoprodotti, utilizzano alcune tattiche che, a volte, trovo parecchio noiose.

Vediamo di esemplificarne un paio.

1. Cancellare alcune informazioni, esagerarne altre.

Quando comunichiamo, volenti o nolenti, dobbiamo cancellare alcune informazioni trasmettendone delle altre.

Non possiamo descrivere un fenomeno nel suo complesso: è quindi assolutamente normale, quando vogliamo vendere qualcosa, cancellare alcune informazioni per lasciar passare solo quelle che facilitino la vendita.

Tipicamente trasmetteremo i vantaggi che il nostro prodotto offre, gestiremo le potenziali obiezioni, faremo leva sul principio di autorità e di scarsità ecc.

Il problema nasce quando questo processo viene esasperato fino al parossismo: la lettera di vendita, la newsletter o il post si trasformano in una vera e propria caricatura che può generare profitti solo solo se il potenziale cliente si trova ancora in una fase di totale acriticità (è alle prime armi e non è addestrato a riconoscere queste tattiche).

I migliori marketer che conosco sono invece molto sinceri ed efficaci: non si sforzano di convincerti, sono convincenti.

La differenza è sottile... ma decisiva.

2. Utilizzare sempre la stessa strategia di persuasione che diventa così banalmente riconoscibile.

Per la serie: mi convinci una volta, poi basta.

Davvero: potrei prendere alcuni fra i marketer più famosi in Italia (molti dei quali sono preparatissimi e simpaticissimi) e disegnarne una caricatura.

C'è quello che mette sempre il mio nome nel titolo e mi dice che sono stato selezionato per un buono sconto da 50 euro.

Un altro usa sempre la strategia dei numeri e mi regala tutti i giorni un video con 3,4 o 7 segreti per guadagnare il doppio.

Un terzo finge di avermi inviato, per sbaglio, una mail segretissima dove c'è un codice  per acquistare un prodotto con il 50% di sconto (ok, giuro che qui mi sono sentito preso per il... fondoschiena).

A parte questo ultimo esempio (che sembra quasi una barzelletta) queste tattiche funzionano benissimo; tuttavia, se riproposte senza sosta e senza introdurre un minimo di variabilità, rischiano di allontanare i clienti più svegli.

Ovviamente sono certo che alcuni di questi marketer facciano davvero un sacco di soldi perché, in realtà, se hai una lista numericamente importante, curata e selezionata, puoi tranquillamente soprassedere.

Io preferisco usare la persuasione in un modo che sia il più possibile vario e conversazionale e tutti i miei coach preferiti lo fanno (uno in particolare).

La scelta spetta a te: io ti consiglierei di differenziare il tuo stile, allontanandolo dal copywriting aggressivo, motivazionale e spesso un po' troppo "americaneggiante" che da anni imperversa su internet.

Ma ripeto: è solo un consiglio.

  Un abbraccio,
Marco De Filippo




sabato 28 gennaio 2012

Vivere come consulente? C'è di mezzo il dare

Se vuoi vivere di consulenza questo post (brevissimo) che ho scritto su www.esprimitestesso.com potrebbe interessarti:

http://www.esprimitestesso.com/2012/01/cio-che-semini-raccogli.html

In sintesi: sposta la tua attenzione dal denaro a ciò che puoi dare alle altre persone (vale sempre, a maggior ragione sei un consulente).



Un abbraccio, Marco



venerdì 27 gennaio 2012

Professione coach

Ti piacerebbe disegnare la tua professione di coach e consulente progettandola intorno a te, come un'opera d'arte?

Sto lavorando a del nuovo materiale di altissima qualità per coach, trainer e formatori.

Si tratta di un e-book dove svendo il mio metodo per iniziare a lavorare come coach, investendo pochissimo, o per ottenere più risultati se sei in una fase di stallo.

Scrivendo "professione coach" mi sono reso conto di quante competenze trasversali siano necessarie per vivere di consulenza: diversamente da come lasciano intendere molti "guru" si tratta certamente di una professione, di un lavoro come tutti gli altri. Non si può improvvisare.

Ogni consulente imposta il suo business in modo differente: c'è chi è più bravo nelle relazioni 1 a 1, chi se la cava meglio con l'internet marketing, c'è chi sa come proporsi ad aziende o altri consulenti, ecc...

Per poter vivere di coaching devi avere una o più di queste abilità ad un buon livello, aggiungere i pezzi che mancano e sostituire quelli difettosi strutturando infine un processo che funzioni, dall'inizio alla fine, e che sia come una scala mobile: più lo potenzi, più guadagni.

Alcune domande:

Hai già iniziato ad agire?

Cosa ti blocca e come puoi ricominciare ad avanzare?

Qual'è il tuo metodo?

In cosa funziona e in cosa non funziona?

In cosa sei già bravo?

Professione coach risponderà a queste e a molte altre domande (è sarà molto concreto, soprattutto per quello che riguarda l'acquisizione clienti online e offline).

Un abbraccio, Marco.



venerdì 20 gennaio 2012

Coaching e formazione: Srl semplificata fino a 35 anni

Se hai meno di 35 anni e vorresti aprire una società (anche individuale) di formazione, training o consulenza, credo possa  interessarti sapere che  da oggi è possibile aprire una SRL semplificata con costi estremamente ridotti ed enormi vantaggi rispetto ad una SRL classica:

  • niente atto pubblico del notaio (risparmiati circa 1000 euro): sarà sufficiente una comunicazione telematica al registro delle imprese; 
  • capitale sociale minimo di 1 euro;
  • può essere anche individuale (forse in alcuni casi potrebbe essere una valida alternativa alla partita iva);
  • niente bolli o tasse iniziali; 
  • agevolazioni negli adempimenti burocratici.
Insomma se desideri aprire una società di formazione (ed in quel caso leggi ATTENTAMENTE questo: http://costituireunasocieta.blogspot.com/) non aspettare di compiere 35 anni!

Non tutti possono accedere a questo regime agevolato:

  • potranno costituire una SRL semplificata solo le persone fisiche che alla data della costituzione abbiano meno di 35 anni di età;
  • si potrà beneficiare del regime agevolato fino a quando almeno uno dei soci abbia un'età inferiore ai 35 anni (in caso contrario si potrà convertire la SRL semplificata in una classica società di capitali ma NON di persone);
  • i soci dovranno obbligatoriamente inserire nello statuto societario il diritto di recesso esercitabile in 15 giorni da parte di ciascun socio.
Purtroppo per quello che riguarda il regime fiscale, questa forma societaria non prevede particolari agevolazioni. 

In ogni caso, se pensi sia arrivato il momento di iniziare a vivere di coaching, magari in forma societaria, contatta un commercialista bravo e mandami una e-mail (marco.dfl@tiscali.it), soprattutto se è la tua prima volta.

Partire con il piede sbagliato ti costerà parecchio. Io ne so qualcosa.

Un abbraccio, Marco.

Ps.

Questo è un post puramente informativo. Tieniti aggiornato qui:

http://www.tasse-fisco.com/finanziaria-manovra-dl/provvedimenti-governo-monti-anticrisi-iva-pensioni-ici-irap/9589/

o ancora meglio: chiedi al tuo commercialista!!





mercoledì 18 gennaio 2012

Vita da coach

Uno dei concetti fondamentali del mio approccio, Unity, è proprio "l'unicità" della nostra esperienza di vita in tutte le sue innumerevoli sfaccettature: lavoro, famiglia, sogni, amicizie, tempo libero, passioni...

Ogni area della nostra vita influenza le altre e questo concetto è ancor più vero nella libera professione.

Per poter vivere di coaching devi aver raggiunto un livello di serenità sufficiente a liberare i pensieri, il tempo e le energie che vuoi canalizzare per il raggiungimento del tuo obiettivo.

Un libero professionista, come la parola stessa, può gestire la propria giornata (abbastanza) liberamente e questo fa sì che, quando se ne presenti il bisogno, il lavoro possa passare, quantitativamente e/o qualitativamente, in secondo piano  

Insomma, in questo genere di attività, il riposo, le relazioni, la vita privata influenza in modo molto importante, la performance.

Lascia che ti ponga una domanda: c'è qualche area della tua vita che influenza negativamente il tuo operato come coach, sia in termini d'efficacia della consulenza, sia in termini di efficienza ed efficacia nel campo dell'acquisizione clienti?

Se la risposta è "sì", è arrivato il momento di gestire questa problematica.

Alcune soluzioni:

1. Impara ad organizzarti (in senso spazio-temporale) in modo che sia più facile per te  "staccare" la mente quando lavori;

2. se hai le competenze per farlo, prenditi una settimana di ferie e affronta direttamente la problematica. Meglio non lavorare per una settimana e poi ricominciare alla grande che lavorare con la mente altrove;

3. Chiedi ad un professionista di aiutarti: una volta che ti avrà suggerito come risolvere il problema (o come smettere di vederlo come tale), recupererai il tuo investimento in pochi giorni di lavoro ben fatto.

4. passa ogni giorno a trovarmi su www.esprimitestesso.com, troverai molte risorse utili, pratiche e dichiaratamente anti-life-coaching-anni 90-2000, per trasformare la tua vita.


Un abbraccio, Marco



venerdì 13 gennaio 2012

Come trovare clienti nel coaching?

Diciamolo: all'inizio trovare clienti nel coaching non è affatto facile. Come fare?

Se dovessi dire perché molti coach non riescono a vendersi e a trovare clienti, risponderei che il motivo è legato quasi sicuramente ad una serie di abilità.

Infatti, se è vero che un buon piano di marketing esiste solo se poggia su solide fondamenta, frutto di una profonda conoscenza del nostro cliente e del mercato entro il quale operiamo...

...di fatto, la conoscenza della realtà non è sempre a portata di mano: se così fosse, saremmo tutti ricchi.

Se leggi tutti i libri su Sherlock Holmes potrai trarre delle conclusioni di massima sui principi logici alla base dell'agire del famoso investigatore inglese, ma questo non implica che tu sia poi in grado di replicarne le gesta.

Puoi porti queste domande:

  • Come fa il nostro potenziale cliente a trovare un coach?
  • Cosa sta cercando esattamente?
  • Chi sono i tuoi concorrenti (non è detto che siano dei consulenti!)? Come puoi "gestirli"?

Ma sai come trovare la risposta? E cosa fartene?

Quando ho iniziato a lavorare come coach mi sono presto reso conto che c'erano moltissime somiglianze fra i miei clienti o potenziali clienti, ma questo è stato possibile perché sapevo come e dove trovare queste informazioni e, soprattutto, sapevo come usarle.

La conoscenza teorica, compresa la conoscenza del processo di acquisizione clienti, è un "ideale" verso cui tendere attraverso la pratica, e la pratica richiede abilità, capacità di ragionamento e di attuare inferenze e connessioni.

Ad esempio: se i tuoi prodotti multimediali non vendono, se non hai un buon flusso di cassa e se i clienti scarseggiano, sei in grado di elaborare una serie di test (questionari, statistiche...) che possano aiutarti a decidere il da farsi?

Altrimenti procederai a tentoni.

E' tautologico: se non riesci a venderti allora non sai il perché non ci riesci; se lo sapessi, con una serie di adattamenti potresti raggiungere gli obiettivi che ti eri prefissato o cambiare strada nel caso in cui ti fossi venuto a trovare in un vicolo cieco (molti coach non si venderanno mai perché hanno commesso un errore di valutazione o procedurale, ma non se ne sono accorti. Continuando in quella direzione butteranno tempo e denaro).

La prima abilità che ti serve è quindi quella di estrarre informazioni e schemi di comportamento.

La seconda abilità è quella di interpretare le informazioni che hai estratto.

La terza abilità è quella di apportare correzioni alla traiettoria del tuo agire, in modo che la freccia si avvicini, un po' di più, al centro del bersaglio.

Non ultima ti servirà l'abilità di nuotare nell'incertezza, per il tempo necessario.

Inizia ad usare la "logica", sii scientifico: fai un test, apporta modifica, fai un nuovo test e non fermarti mai.

Scrivimi una e-mail (marco.dfl@tiscali.it) se vuoi qualche consiglio personalizzato.

Marco De Filippo